Tasso di occupazione in Italia ai massimi storici nel secondo trimestre

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il tasso di occupazione in Italia ha raggiunto il 63,1% nel secondo trimestre 2026, segnando il valore più elevato dall’inizio delle serie storiche. Il dato è stato rilevato dall’Istat nell’analisi dedicata al mercato del lavoro e indica un aumento di 0,4 punti rispetto al periodo precedente. La crescita riguarda la fascia tra 15 e 64 anni sulla base dei dati destagionalizzati.

La crescita degli occupati coinvolge dipendenti e autonomi

Il numero complessivo degli occupati è aumentato grazie al contributo di diverse componenti del mercato del lavoro. L’incremento ha interessato sia i lavoratori dipendenti con contratto stabile sia quelli con rapporto a termine, mentre anche il lavoro indipendente ha registrato una variazione positiva. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, l’aumento degli occupati risulta più intenso rispetto alla rilevazione precedente e coinvolge soprattutto i dipendenti a tempo indeterminato e gli indipendenti, mentre prosegue una riduzione più contenuta dei lavoratori a termine.

L’istituto di statistica ha rilevato anche una diminuzione delle persone considerate inattive nella fascia 15-64 anni. La riduzione di questa componente si accompagna alla dinamica positiva dell’occupazione e modifica gli equilibri interni del mercato del lavoro. Nello stesso arco temporale è aumentato anche il numero delle persone in cerca di occupazione, con una variazione positiva rispetto al trimestre precedente.

Ore lavorate e andamento dell’economia nel trimestre

L’input di lavoro, misurato attraverso le ore lavorate, ha registrato una crescita rispetto al trimestre precedente e un aumento anche nel confronto annuale. Il dato si inserisce in un periodo nel quale anche il prodotto interno lordo ha mostrato una variazione positiva sia sul piano congiunturale sia su quello tendenziale. Le dinamiche dell’attività lavorativa hanno accompagnato quindi un quadro economico caratterizzato da un incremento della produzione complessiva.

Tra gli elementi rilevati dall’Istat emerge la diversa evoluzione delle principali categorie professionali. I lavoratori con contratto a tempo indeterminato hanno contribuito in modo significativo alla crescita, mentre la componente dei contratti a termine ha seguito una direzione differente nel confronto su base annua. Anche gli indipendenti hanno registrato un rafforzamento, con una crescita che nel confronto annuale risulta superiore a quella osservata per altre tipologie di occupazione.

Gli altri indicatori del mercato del lavoro

Accanto all’aumento del tasso di occupazione, l’analisi mostra un tasso di disoccupazione pari al 5,6% e un tasso di inattività al 33,0%. Le variazioni dei due indicatori si muovono in direzioni opposte: la disoccupazione cresce rispetto ai tre mesi precedenti, mentre l’inattività diminuisce nella popolazione considerata. Questi valori completano la fotografia delle trasformazioni registrate nel periodo osservato.

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