Lavoro, Istat: nel secondo trimestre occupazione stabile al 62,6%
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Redazione Economia
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Il mercato del lavoro italiano, secondo le ultime rilevazioni diffuse dall’Istat per il secondo trimestre del 2025, mostra un quadro di sostanziale stabilità, seppur caratterizzato da dinamiche interne contrastanti che delineano una trasformazione in atto. Il numero complessivo degli occupati, infatti, rimane pressoché invariato rispetto ai tre mesi precedenti, assestandosi a 24 milioni 169 mila unità, un dato che corrisponde a un tasso di occupazione stabile al 62,6%. Questa staticità di fondo, tuttavia, nasconde un significativo ribaltamento nella composizione dell’occupazione: si registra un calo dei lavoratori dipendenti, sia quelli a tempo indeterminato (-21 mila) sia, ancor più marcato, quelli a tempo determinato (-45 mila), mentre cresce in maniera consistente il numero dei lavoratori autonomi e indipendenti, che registrano un incremento di 74 mila unità.
Parallelamente all’andamento degli occupati, si osserva una lieve flessione del numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che diminuiscono di 16 mila unità, mentre il tasso di disoccupazione si mantiene stabile al 6,3%. Questo dato, in apparente controtendenza, è spiegato da un aumento, seppur contenuto, del numero dei disoccupati in termini assoluti (+13 mila), un movimento che riflette un ingresso di persone nel mercato del lavoro alla ricerca di un’occupazione. Il tasso di inattività, anch’esso stabile al 33%, conferma un trend di lento ma costante avvicinamento al mondo del lavoro da parte di fasce della popolazione precedentemente non impegnate.
Il confronto su base annua, d’altra parte, offre una prospettiva di più ampio respiro e decisamente più positiva, con un incremento di 226 mila occupati rispetto al secondo trimestre del 2024. Un dato particolarmente significativo, che emerge dalle analisi dell’Istituto di statistica, è la performance record registrata nel Mezzogiorno, area del paese dove la crescita dell’occupazione appare più vigorosa e contribuisce in maniera determinante al risultato nazionale. In questo contesto, prosegue senza sosta l’aumento degli over 50 al lavoro, una categoria che supera per la prima volta la soglia simbolica dei 10 milioni di unità.




