L'evasione fiscale in Italia scende a 90 miliardi, ma il Sud resta l'anello debole

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva, attesa con notevole anticipazione e pubblicata sul sito del ministero dell'Economia e delle Finanze solo dopo un ritardo imputabile a un vuoto normativo e a necessarie revisioni statistiche, fotografa un'Italia che, seppur lentamente, sta riducendo il proprio sommerso. Il dato complessivo, che si attesta sui 90 miliardi di euro per l'anno 2022, segna un miglioramento costante, frutto di una strategia articolata che ha puntato sulla digitalizzazione, su un più serrato dialogo tra fisco e contribuenti e su un potenziamento dei controlli, i quali, nel comparto dei giochi pubblici, hanno già consentito di irrogare sanzioni per quasi 96 milioni e di recuperare alle casse erariali ben 72 milioni. Nonostante i progressi, però, il ministero invita alla massima prudenza nell'interpretare questi risultati, i quali, peraltro, non hanno permesso di alimentare il Fondo per la riduzione della pressione fiscale previsto per il 2026, rimasto senza risorse.

Un paese a due velocità

Se il quadro nazionale, con un'incidenza dell'economia non osservata sul valore aggiunto del 10,2%, sembra incoraggiante, l'analisi geografica svela un divario profondo e persistente. Al Meridione, infatti, continua a sfuggire al fisco una quota di ricchezza assai rilevante, dove si stima che circa un euro su sei, corrispondente a una percentuale del 16,5% del valore aggiunto, non venga dichiarato. Questa disparità, che delinea un'Italia economicamente spezzata, rappresenta una delle sfide più ardue per le politiche di contrasto all'evasione, le quali devono fare i conti con contesti territoriali radicalmente diversi per struttura produttiva e compliance fiscale.

I documenti fantasma e il quadro incompleto

A complicare una valutazione d'insieme concorre l'assenza, ancora non spiegata, di altri due documenti cruciali: la Relazione specifica sull'evasione fiscale e il Rapporto dettagliato sui risultati conseguiti dal contrasto all'evasione. La loro mancata pubblicazione, nonostante il forte legame tecnico e contenutistico con la Relazione appena diffusa, priva il dibattito pubblico e parlamentare di elementi fondamentali per quantificare con precisione le maggiori entrate strutturali che derivano da un eventuale, e pur auspicato, incremento della fedeltà fiscale dei cittadini.

Le strategie di contrasto e i settori sotto la lente

Le azioni intraprese dall'amministrazione finanziaria, che hanno prodotto i primi effetti tangibili, si sono concentrate su una sinergia tra strumenti innovativi e vigilanza tradizionale. L'implementazione di sistemi di tracciabilità digitale delle transazioni, unita a una collaborazione più stretta con i contribuenti, ha creato un ambiente meno favorevole all'elusione. Settori specifici, come quello dei giochi pubblici, sono stati oggetto di un'attenzione particolare, dimostrando come controlli mirati possano portare a recuperi significativi e a un effetto deterrente, sebbene la strada da percorrere per un riallineamento generale sia ancora lunga e costellata di difficoltà, soprattutto in quelle aree del paese dove il fenomeno appare più radicato e strutturale.

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