Amplifon firma l’accordo per Gn Hearing: operazione da 2,3 miliardi per l’integrazione verticale
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Redazione Economia
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Non era mai accaduto, nei settantacinque anni di storia di Amplifon, che la società mettasse a segno un‘acquisizione di queste proporzioni. Il gruppo milanese, leader mondiale nella distribuzione di apparecchi acustici, ha siglato un accordo definitivo con il conglomerato danese Gn Store Nord per rilevare l’intero business Hearing, che comprende i marchi ReSound e Beltone, l’intera proprietà intellettuale, la ricerca e sviluppo e gli stabilimenti produttivi. L’operazione, del valore di circa 2,3 miliardi di euro su base cash free e debt free, rappresenta un salto di qualità nella strategia del gruppo guidato dalla famiglia Holland. Non si tratta, questa volta, di una semplice acquisizione per ampliare la rete di vendita, ma di un‘integrazione a monte che trasforma Amplifon in un produttore di apparecchi acustici, colmando il divario tra la distribuzione e la tecnologia. I termini dell’intesa, approvati dai consigli di amministrazione delle due società, prevedono che Gn Store Nord riceva, al momento del closing, un corrispettivo di 1,69 miliardi di euro in contanti e 56 milioni di azioni Amplifon di nuova emissione. La chiusura dell’operazione, subordinata alle consuete autorizzazioni antitrust e al completamento dello sro formale di Gn Hearing, è attesa entro la fine del 2026.
L’ingresso di Gn nell’azionariato e le sinergie industriali
Con il perfezionamento dell’accordo, Gn Store Nord entrerà a far parte della compagine azionaria di Amplifon con una partecipazione di circa il 16%, divenendo di fatto il secondo socio dopo Ampliter, la holding attraverso cui la famiglia Holland esercita il controllo. È prevista la sottoscrizione di un patto parasociale che garantirà al gruppo danese il diritto di designare un proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione dell’azienda italiana, ferme restando le consuete clausole di lock-up per le azioni ricevute. L’integrazione, spiegano i vertici aziendali, genererà sinergie nette quantificabili tra i 60 e gli 80 milioni di euro, un obiettivo che il management di Amplifon ritiene ampiamente raggiungibile entro il 2028. Buona parte di questi benefici deriveranno dall’internalizzazione della produzione: a regime, i volumi di apparecchi acustici distribuiti da Amplifon saranno realizzati direttamente dalle strutture produttive di Gn Hearing, con un significativo miglioramento dei margini. A queste vanno aggiunte ulteriori sinergie, legate ai ricavi e alla produzione, che non sono state ancora quantificate e che rappresentano, nelle parole dell’amministratore delegato Enrico Vita, un potenziale aggiuntivo per il futuro. Il nuovo gruppo, una volta a regime, potrà contare su ricavi aggregati stimati attorno ai 3,3 miliardi di euro e su un margine di ebitda adjusted intorno al 25%.
Il finanziamento dell’operazione e la reazione del mercato
L’esborso in contanti, pari a 1,69 miliardi di euro, sarà coperto da un ponte finanziario che Amplifon intende rifinanziare con un mix di debito e un aumento di capitale, quest’ultimo limitato a un massimo di 750 milioni di euro. Il socio di riferimento Ampliter e Tamburi Investment Partners hanno già manifestato il proprio sostegno all’operazione, garantendo la partecipazione alla futura ricapitalizzazione. Nonostante la solidità del piano industriale, Piazza Affari ha accolto la notizia con un netto raffreddamento. Nella seduta del 16 marzo, il Titolo Amplifon ha registrato un calo superiore al sette per cento, attestandosi attorno ai 9,77 euro dopo aver toccato un minimo intraday di 9,176 euro. Volumi di scambio elevati hanno accompagnato la discesa, segno di una certa cautela da parte degli investitori chiamati a digerire l’indebitamento necessario per l’acquisizione. Dall’altra parte del Baltico, la reazione è stata opposta: il titolo Gn Store Nord ha letteralmente volato, segnando un rialzo del 36 per cento sulle aspettative di una riduzione significativa dell’indebitamento e di un rinnovato focus del gruppo danese sui rimanenti business, in particolare sui dispositivi audio e video per il gaming e le imprese.
La nuova geografia del settore dell’audiologia
L’acquisizione ridisegna gli equilibri nel mercato globale dell’audiologia, un settore in costante crescita trainato dall’invecchiamento della popolazione e da una maggiore consapevolezza della salute uditiva. Amplifon, che storicamente operava a valle della filiera, si assicura ora il controllo di una delle principali realtà tecnologiche nel campo degli apparecchi acustici, con oltre 700 professionisti dedicati alla ricerca e sviluppo e un portafoglio di più di 2.800 brevetti. Per Gn Hearing, che impiega circa 5.500 persone in tutto il mondo, l’accordo rappresenta invece l’opportunità di integrarsi in una rete distributiva senza eguali, presente in oltre cento paesi. I vertici della società danese hanno sottolineato come l’unione con Amplifon possa dare vita a un leader mondiale in grado di offrire soluzioni complete, dalla progettazione alla consegna al paziente. L’operazione, che richiederà il rilascio di tutte le necessarie autorizzazioni da parte delle autorità antitrust competenti, è stata valutata equa dal punto di vista finanziario sia da J.P. Morgan Securities che da Nordea rate Finance, che hanno fornito pareri favorevoli ai rispettivi consigli di amministrazione. Il perfezionamento della maxi-operazione rimane ora subordinato all’iter burocratico, con la previsione di chiudere la partita entro i prossimi dodici mesi.




