Roma, si chiudono le Porte Sante del Giubileo. Iniziativa a Santa Maria Maggiore il 25 dicembre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con una cerimonia in programma per la sera di Natale, prende avvio il solenne rito di chiusura delle Porte Sante dell'Anno Santo 2025. La basilica di Santa Maria Maggiore, infatti, sarà il primo dei luoghi giubilari a veder sigillato il proprio variano, un evento che segna simbolicamente il graduale concludersi di un periodo dedicato al pellegrinaggio e alla riflessione. La funzione, presieduta dall’arciprete del sito, inizierà alle ore 18 e verrà trasmessa in diretta su un maxi-schermo posizionato in piazza di Santa Maria Maggiore, permettendo così a quanti non potranno accedere all’interno di seguire comunque le fasi salienti del rito. La diretta sarà disponibile, oltre che in piazza, anche attraverso la piattaforma streaming di alcune emittenti, accompagnata dal suono caratteristico della campana nota come la Sperduta, il cui richiamo riecheggia tradizionalmente il significato più profondo del cammino del pellegrino.

Il calendario delle chiusure dopo il Natale

Subito dopo le festività natalizie, il percorso di chiusura proseguirà coinvolgendo le altre basiliche papali. Già sabato 27 dicembre, infatti, sarà la volta della Porta Santa di San Giovanni in Laterano, con un rito fissato per le ore 11 sotto la guida del proprio cardinale arciprete. Questa scadenza ravvicinata, che segue di soli due giorni quella della basilica liberiana, sottolinea la volontà di articolare la conclusione del Giubileo in una sequenza precisa e significativa, evitando di concentrare tutte le cerimonie in un'unica data. Le autorità ecclesiastiche, nel delineare il programma, hanno dunque pensato a un vero e proprio itinerario spirituale che, passo dopo passo, accompagnerà i fedeli verso la fine dell’Anno Santo, lasciando a ciascuna basilica il proprio spazio e la propria autonomia celebrativa.

Le implicazioni per la città e la viabilità

L’evento, come è prevedibile, comporterà una serie di adattamenti nella mobilità urbana della capitale, con particolare riguardo per le zone limitrofe a piazza di Santa Maria Maggiore. Le misure per la viabilità, studiate per conciliare lo svolgimento delle funzioni con le normali esigenze di circolazione, saranno attive già nelle ore che precedono la cerimonia, interessando un’area piuttosto ampia. Si tratta di provvedimenti che, sebbene temporanei, mirano a garantire tanto la sicurezza dei partecipanti quanto il regolare deflusso del traffico in un quartiere centrale e spesso congestionato. Tali disposizioni, del resto, non sono una novità assoluta, avendo caratterizzato anche altri momenti salienti dell’anno giubilare, sebbene la concomitanza con il giorno di Natale richieda una pianificazione ancor più attenta e dettagliata.

Il significato di una chiusura progressiva

La scelta di non chiudere tutte le Porte Sante nello stesso giorno, ma di dilazionare l’operazione su più date, non è meramente logistica o organizzativa. Essa risponde a una precisa intenzione simbolica, permettendo di dare risalto a ciascun sito e alla sua specifica tradizione, senza che un evento copra l’altro. Questa modalità, peraltro, estende nel tempo il momento conclusivo del Giubileo, trasformandolo da atto puntuale in un processo di più ampio respiro sul quale meditare. L’invito rivolto ai credenti, come sottolineato da alcune riflessioni proposte in ambito diocesano, è proprio quello di mantenere il cuore aperto nonostante la chiusura materiale dei varchi, visto che il Natale stesso ricorda come la “porta” per eccellenza resti sempre accessibile. La fine del periodo giubilare, quindi, non rappresenta un punto fermo definitivo, bensì l’inizio di una fase diversa, chiamata a tradurre l’esperienza del pellegrinaggio in scelte concrete di vita.

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