Giubileo agli sgoccioli, il calendario della chiusura delle porte sante

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ha aperta Francesco lo scorso 24 dicembre, seduto in carrozzina, e la chiuderà la mattina del 6 gennaio, nel corso della messa che segna la fine ufficiale del Giubileo della misericordia: quella di San Pietro, la prima ad essere stata varcata e l’ultima a venire sigillata, rappresenta il simbolo più noto dell’anno santo, sebbene non costituisca l’unico accesso per i fedeli. Nel corso di un Giubileo, infatti, i pellegrini attraversano la porta santa per ottenere l’indulgenza, un rito che scandisce il cammino spirituale e che, proprio in questi giorni, vede la sua fase conclusiva in un succedersi di cerimonie nelle principali basiliche papali di Roma. Il via vai incessante di persone, molte delle quali desiderose di compiere un gesto definito, non a caso, “last minute”, testimonia l’attrazione che questo momento conserva, a dispetto del calendario ormai agli sgoccioli.

Il pellegrinaggio last minute a San Giovanni

Alla vigilia della chiusura della propria Porta Santa, la basilica di San Giovanni in Laterano ha registrato una presenza massiccia di fedeli, i quali hanno atteso in fila per poter varcare, un’ultima volta, quella soglia. Migliaia di persone, secondo quanto osservato, hanno affollato quello che per i romani non è un luogo di culto qualunque, bensì la prima grande chiesa cristiana costruita appositamente per radunare l’intera cittadinanza. Il parroco, don Antonio, ha colto nel segno definendo quelle visite come un’occasione irripetibile, un’ultima possibilità offerta prima del termine delle celebrazioni, che qualcuno ha voluto cogliere quasi all’istante conclusivo. Un fenomeno, quello del pellegrinaggio dell’ultimo momento, che si è manifestato con particolare evidenza proprio in questa basilica, la cui porta possiede una storia del tutto peculiare.

La più antica porta santa del mondo

Quella di San Giovanni in Laterano, infatti, non è semplicemente una delle quattro porte sante romane: essa vanta il primato di essere la più antica, a livello globale, essendo stata aperta per la prima volta nel lontano 1425 per volontà di Papa Martino V. Prima ancora che la basilica vaticana avesse la propria, l’unica Porta Santa esistente a Roma, e quindi in tutto il mondo, era proprio quella lateranense, la cui istituzione ha di fatto dato il via alla tradizione giubilare così come la conosciamo oggi. Una tradizione che, dopo la chiusura nella basilica di Santa Maria Maggiore avvenuta nel pomeriggio di Natale – cerimonia accompagnata dai rintocchi della campana “Sperduta”, fusa nel 1289 – ha visto il suo secondo atto conclusivo proprio a San Giovanni.

Le tappe istituzionali della chiusura

Alla cerimonia di chiusura della Porta Santa nella basilica papale di San Giovanni in Laterano ha assistito il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il quale ha partecipato alla Santa Messa presieduta dal cardinale vicario, monsignor Baldassarre Reina. La presenza delle istituzioni civili in simili occasioni non costituisce una novità, ma sottolinea il significato che l’evento riveste anche sul piano sociale e culturale per la città, oltre che su quello strettamente religioso. Dopo questa tappa, il calendario prevede un’ulteriore chiusura, quella nella basilica di San Paolo fuori le Mura, in programma per domenica 28 dicembre, a suggellare un percorso che si avvia, ormai, verso la sua inevitabile conclusione nel nuovo anno.

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