Alta tensione nel Kashmir dopo l’attacco ai turisti: India e Pakistan si scambiano colpi di arma da fuoco
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Redazione Esteri
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(di Claudio Verzola)
Quello che era già un confine tra i più instabili al mondo, la Linea di Controllo che separa India e Pakistan nel Kashmir, è tornato a essere teatro di scontri armati dopo l’attacco terroristico del 22 aprile scorso a Pahalgam, località turistica nel Kashmir amministrato da New Delhi. L’episodio, che ha causato decine di vittime tra i turisti indiani e un cittadino nepalese, ha innescato una nuova escalation tra le due potenze nucleari, riaccendendo timori che sembravano sopiti dopo anni di relazioni tese ma contenute.
Secondo fonti militari indiane, nella notte di giovedì si sarebbero verificati violazioni del cessate il fuoco da parte del Pakistan, con colpi di arma da fuoco sparati in più punti lungo il confine. “La risposta è stata immediata ed efficace”, ha dichiarato un ufficiale, sottolineando che non si sono registrate vittime. Islamabad, da parte sua, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto, ma la dinamica ricorda quella di precedenti crisi, in cui scambi di fuoco hanno preceduto momenti di forte tensione diplomatica.
L’attacco ai turisti, avvenuto in una zona nota per il suo paesaggio mozzafiato, ha colpito nel profondo l’opinione pubblica indiana, riportando alla luce ferite mai rimarginate. Il Kashmir, conteso tra i due Paesi sin dalla Partition del 1947, è da decenni terreno di scontri, attentati e repressioni, ma l’ultimo episodio sembra aver spinto New Delhi a una reazione più dura. Oltre alle operazioni militari lungo il confine, il governo indiano ha annunciato il divieto di ingresso per i cittadini pakistani e l’espulsione di quelli già presenti nel Paese, misure che rischiano di inasprire ulteriormente i rapporti.




