Giacomo Bozzoli: un ritratto dell'uomo al centro del caso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giacomo Bozzoli, condannato definitivamente il primo luglio, è ritenuto l'assassino dello zio Mario. Dopo la fine della latitanza, è stato arrestato mentre si nascondeva nel cassettone del letto matrimoniale della sua villa a Soiano del lago. Nonostante la condanna, Bozzoli continua a proclamarsi innocente e si aggrappa a elementi già emersi durante i processi.

La latitanza e l'arresto

Bozzoli è stato interrogato in merito alla latitanza durata 11 giorni e conclusa nel contenitore del letto matrimoniale della sua villa a Soiano del lago. Nei prossimi giorni, è previsto anche un primo incontro con i familiari nel carcere di Bollate, dove il 39enne bresciano è rinchiuso da venerdì.

La difesa di Bozzoli

Bozzoli ha annunciato di aver scritto una memoriale destinato ai vertici della giustizia bresciana in cui parla di un testimone austriaco, una donna, che lo scagionerebbe. Questa donna, rappresentante di un'azienda austriaca, potrebbe assicurare di non avergli mai dato denaro. Sarebbe questa la "super-testimone" di cui parla Bozzoli nella lettera inviata a tre magistrati di Brescia.

Il testimone austriaco

Le speranze di Bozzoli di sollevare da sé il macigno dell'ergastolo portano in Austria, a Brixlegg, meno di tremila abitanti nel distretto di Kufstein, in Tirolo. Portano alla Montanwerke-Brixlegg, specializzata nella lavorazione di metalli. Portano a una rappresentante dell'azienda che, secondo Giacomo, potrebbe assicurare di non avergli mai dato denaro. Questa donna, mai sentita dai giudici ma presente nelle sentenze, potrebbe essere il "testimone austriaco" di cui parla Bozzoli.

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