Il libro nero dell’azzardo: in Basilicata la febbre del gioco online non accenna a diminuire
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Redazione Interno
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Non è una semplice abitudine, né tantomeno un innocuo passatempo: nella regione Basilicata, il fenomeno del gioco d’azzardo online ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza silenziosa. A lanciare l’allarme, sulla base dei dati elaborati nella quarta edizione del “Libro Nero dell’Azzardo” – il rapporto curato da Federconsumatori, Fondazione Isscon e Cgil – è la stessa Federconsumatori, che descrive una crescita costante e inarrestabile del settore da remoto.
Secondo quanto riportato nel dossier, che verrà presentato ufficialmente mercoledì 27 maggio presso la sede nazionale della Cgil a Roma, la Basilicata si colloca tra le regioni del Mezzogiorno con un'espansione del gioco online che non ha conosciuto alcuna flessione negli ultimi sei anni; una tendenza, questa, che appare ancora più grave se confrontata con la fragilità economica del territorio lucano.
Numeri da record e un impatto sociale pesantissimo
A livello nazionale, il rapporto fotografa un settore che nel 2025 ha raggiunto una raccolta complessiva di 165 miliardi di euro (pari al 7,3% del Prodotto Interno Lordo), una cifra che supera addirittura la spesa per il Fondo sanitario nazionale, mentre le perdite nette per i cittadini italiani si aggirano intorno ai 22 miliardi.
Ebbene, in questo quadro già di per sé allarmante, la Basilicata si distingue per una raccolta pro capite superiore alla media nazionale; un dato, quest’ultimo, che stride violentemente con la realtà socio-economica della regione, caratterizzata da redditi più bassi e da un tasso di povertà relativa in aumento.
Proprio lì, dove le tasche sono più leggere, il peso dell’azzardo si fa più opprimente: il fenomeno colpisce con particolare violenza le fasce più deboli della popolazione, alimentando il sovraindebitamento familiare, il rischio di cadere nelle maglie dell’usura e, non meno grave, l’isolamento sociale, sia tra i giovani che, paradossalmente, tra gli anziani.
Le anomalie nei flussi e la battaglia per la trasparenza
Il report, elaborato a partire dai dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non si limita a registrare l’aumento quantitativo del fenomeno, ma ne evidenzia anche le storture più oscure. Nel territorio lucano, spiegano gli estensori del “Libro Nero”, si registrano comuni con variazioni di gioco talmente anomale da far sospettare qualcosa di più di una semplice dipendenza patologica; si tratterebbe, in particolare, di possibili attività di riciclaggio o di una concentrazione anomala di conti-gioco ad alta intensità.
Di fronte a questo scenario, l’associazione dei consumatori chiede a gran voce un intervento deciso da parte delle istituzioni. Al centro delle richieste c’è la piena pubblicazione dei dati comunali (oggi negati, secondo Federconsumatori, per una pretesa “tutela degli interessi economico-commerciali”), un piano regionale strutturato per il contrasto all’azzardo, il potenziamento dei servizi sanitari dedicati e un controllo più serrato dei flussi finanziari sospetti, in stretta collaborazione con le prefetture e le forze dell’ordine.
Lo scenario nazionale e la presentazione del rapporto
L’appuntamento per approfondire questi temi – e per ascoltare la voce dei diretti interessati – è fissato per mercoledì 27 maggio, alle ore 10, presso la Sala di Vittorio della Cgil nazionale in corso d’Italia a Roma. Il programma della giornata prevede la presentazione del rapporto da parte di Massimiliano Vigarani (Federconsumatori Modena e Fondazione Isscon), mentre i lavori saranno introdotti e moderati da Denise Amerini e Alessandra Tersigni per la Cgil nazionale.
Seguirà una tavola rotonda che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Daniela Barbaresi (segretaria nazionale Cgil), Maria Jose Fava per “Libera”, Roberto Giordano (vicepresidente Federconsumatori) e Armando Zappolini, portavoce della campagna “Mettiamoci in Gioco”.
Un confronto, insomma, che si preannuncia acceso e necessario, mentre in Basilicata – come in gran parte del Sud Italia, dove Campania, Sicilia, Puglia e Calabria registrano medie pro capite da capogiro – la macchina dell’azzardo continua a girare a pieno regime, alimentata dalla disperazione e dal miraggio di una ricchezza facile che non arriva mai.




