Manchester City, 114 violazioni e il doppio contratto di Mancini: il caso che agita la Premier e la diplomazia
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Redazione Salute
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Il Manchester City è stato ritenuto responsabile di 114 delle 115 violazioni contestate dalla Premier League per violazione delle regole finanziarie. La decisione, presa da un collegio indipendente al termine di un procedimento durato quattro anni, non è ancora accompagnata dalle sanzioni, che verranno decise in una fase successiva e che il club si prepara a contestare in appello.
Le accuse e il contesto dell'inchiesta
Le violazioni contestate risalgono al periodo compreso tra il 2009 e il 2018. L'indagine era nata dalle rivelazioni del sito Football Leaks e dalle pubblicazioni del settimanale tedesco Der Spiegel, che nel novembre 2018 aveva portato alla luce documenti riservati relativi alle operazioni finanziarie del club.
La Premier League aveva formalizzato le accuse nel febbraio 2023, dopo aver esaminato un quadro probatorio complesso, articolato in cinque categorie di illeciti: cinquantacinque contestazioni relative alla mancata comunicazione di informazioni finanziarie accurate, quattordici sui pagamenti a giocatori e allenatori, sette sulla violazione delle regole di sostenibilità finanziaria della lega, cinque sulle norme UEFA e trentacinque sulla mancata collaborazione con gli investigatori tra il 2018 e il 2023.
Il collegio indipendente ha lavorato a porte chiuse per circa dieci settimane, a partire dal settembre del 2024. La sentenza, riportata dai media britannici, non è stata pubblicata nella sua integralità e il City ha diffuso una nota ufficiale in cui sostiene che il procedimento «rimane in divenire» e che restano da completare «elementi significativi». La società ha inoltre rivendicato di aver rispettato il giusto processo per otto anni, confidando in un'autorità indipendente e imparziale.
Il presunto doppio contratto di Mancini
Tra le quattordici contestazioni relative ai pagamenti a dipendenti figura anche la posizione di Roberto Mancini, allenatore del City dal 2009 al 2013, periodo in cui il tecnico vinse una FA Cup e il primo titolo inglese del club dopo quarantaquattro anni. Secondo quanto riportato da Der Spiegel, Mancini avrebbe percepito una parte significativa della propria remunerazione attraverso un contratto di consulenza separato con l'Al Jazira, club di Abu Dhabi controllato dallo stesso sceicco Mansour.
L'accordo ufficiale con il City valeva circa 1,69 milioni di euro netti all'anno al cambio attuale, mentre quello accessorio con la società emiratina ammontava a 2,03 milioni.
Interrogato sull'argomento in conferenza stampa prima della partita dell'Italia contro la Turchia, Mancini ha preso le distanze dalla vicenda: «Non credo che il Manchester City sia stato riconosciuto colpevole, anzi il contrario. Non è un problema che mi riguarda, e non è nulla di nuovo, perché se ne discute da quattro o cinque anni». Sulla questione specifica del doppio contratto, il commissario tecnico ha aggiunto: «Non è un mio problema, semmai il loro».
Le possibili sanzioni e le ricadute internazionali
Le sanzioni non sono ancora state decise e il ventaglio delle ipotesi resta ampio: si va dalla multa alla penalizzazione di punti, fino alla retrocessione o all'esclusione dalla Premier League. Un eventuale decurtamento applicato retroattivamente potrebbe persino mettere in discussione i titoli conquistati dal club nelle stagioni oggetto delle contestazioni. Altri club della lega, appresi gli esiti del procedimento, avrebbero già avviato consultazioni legali per valutare eventuali richieste di risarcimento.
La vicenda, però, non si esaurisce sul piano sportivo. Il Manchester City è controllato dal 2008 dallo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, vice primo ministro degli Emirati Arabi Uniti e membro della famiglia reale di Abu Dhabi. La ministra britannica della Cultura, Lisa Nandy, ha commentato il caso senza riferirsi direttamente alla proprietà emiratina, ribadendo che «gli investimenti stranieri nel calcio sono benvenuti, ma l'interferenza indebita non lo è».
Il messaggio, secondo quanto ricostruito dal Financial Times, sarebbe stato recepito anche ad Abu Dhabi, dove la linea prevalente sarebbe quella di trattare il dossier come una questione legale e sportiva, evitando che il caso diventi un nuovo motivo di attrito diplomatico proprio mentre Londra e gli Emirati stanno consolidando una partnership economica da 25 miliardi di sterline l'anno.
Il precedente del Marsiglia e il racconto di Cascarino
Sullo sfondo delle possibili sanzioni, l'ex calciatore irlandese Tony Cascarino ha raccontato al Times la propria esperienza al Marsiglia, club retrocesso d'autorità nel 1994 per uno scandalo di partite truccate. Cascarino, arrivato in Francia da svincolato proprio perché la società non poteva acquistare giocatori, ha descritto le difficoltà di un club costretto a ricostruire il proprio percorso dalle serie inferiori. Secondo l'ex attaccante, il Marsiglia non si è ancora ripreso del tutto, anche se il City avrebbe dalla sua una rosa di qualità superiore.
Resta da capire, ha osservato Cascarino, quanti tra i giocatori attuali sarebbero disposti a restare in caso di retrocessione, e quante delle persone che lavorano attorno alla squadra rischierebbero il posto.
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