Ricordo della tragedia di Cutro: familiari delle vittime intentano causa al governo
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Redazione Interno
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I superstiti e i familiari delle vittime della tragedia di Cutro hanno annunciato di voler intentare una causa civile per omissione istituzionale di soccorso e per i "patimenti successivi" al naufragio. Durante una conferenza stampa, hanno dichiarato che "saranno valutate anche le responsabilità di Frontex". L'annuncio è stato fatto al termine dei tre giorni di commemorazione ad un anno dalla strage, organizzata dalla Rete 26 febbraio, insieme al pool di avvocati che li assistono.
A Cutro è stata inaugurata la 'Glass house', un luogo che ospita i resti del caicco naufragato e oggetti raccolti sulla spiaggia: zaini, pigiamini, scarpe, biberon, una mela. Sono gli oggetti quotidiani di famiglie normali, di colpo scomparse, inghiottite dal mare. La 'Glass house' è stata inaugurata dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e dal sindaco del paese calabrese Antonio Ceraso, nell'ambito delle iniziative promosse dalla Regione per commemorare, a un anno esatto dalla tragedia, le vittime del naufragio.
Questa mattina sulla spiaggia di Steccato di Cutro, in Calabria, è stata ricordata la tragedia avvenuta precisamente un anno fa, quando il naufragio del caicco Summer Love provocò la morte di 94 migranti, 35 dei quali minori. Trentacinque peluche sistemati a cerchio e 94 candele accese hanno segnato il luogo della commemorazione.
L’iniziativa, organizzata e voluta dalla Rete 26 Febbraio, è stata celebrata alle 4, l’orario in cui nella notte tra il 25 e il 26 febbraio il caicco partito dalla Turchia, con a bordo circa 180 persone, si spezzò in due, arenandosi tra la violenza delle onde contro una secca a pochi metri dal litorale di Cutro, in provincia di Crotone, causando una strage.




