Carrefour verso l’addio all’Italia: 175 licenziamenti in Lombardia e bilanci in rosso
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Redazione Economia
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Mentre il caldo torrido infiamma le città, un’altra notizia brucia nel mondo del lavoro: Carrefour, il colosso francese della grande distribuzione, ha comunicato il licenziamento di 175 dipendenti nella sede lombarda, alimentando ulteriormente i sospetti di un ritiro imminente dal mercato italiano. Le cifre, del resto, parlano da sole: 93,5 milioni di perdite nel 2022, 115 nel 2023, 129 quest’anno. Un declino inarrestabile, che sembra aver convinto la multinazionale a voltare pagina, nonostante le smentite ufficiali rimangano evasive.
La decisione, presa mentre infuriavano le voci di una dismissione progressiva, ha sorpreso solo in parte chi segue da tempo le sorti dell’azienda in Italia. Quella di Como, con i suoi 11 punti vendita, è solo una delle province interessate da una strategia che punta ormai al ridimensionamento, se non all’abbandono definitivo. Eppure, mentre i numeri raccontano una crisi irreversibile, le reazioni istituzionali appaiono distratte. La Cgil, ad esempio, ha preferito concentrarsi sulle misure anti-afa per i lavoratori, limitandosi a poche righe di circostanza sui licenziamenti.
Dietro il silenzio delle parti sociali, però, si nasconde un dato innegabile: il modello Carrefour, da anni in difficoltà nel nostro Paese, non regge più il confronto con la concorrenza aggressiva di discount e catene italiane. Se da un lato il gruppo francese – che pure vanta un fatturato globale miliardario – non riesce a invertire la rotta, dall’altro le istituzioni locali sembrano rassegnate a un epilogo annunciato. Senza piani di salvataggio, senza trattative pubbliche, l’impressione è che si stia semplicemente aspettando l’ultimo giorno.




