Woolrich, la procedura di trasferimento si chiude: 78 i licenziati a Bologna, 25 vanno a Torino
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Redazione Economia
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Si è conclusa oggi la procedura per i licenziamenti e i trasferimenti di personale di Woolrich, conseguente all'acquisizione dello scorso dicembre, da parte di Basicnet, dei diritti sul marchio Woolrich per l'Europa e del 100% di Woolrich Europe, la società di Bologna che ne curava la distribuzione e il retail. L'incontro per le conciliazioni che si è tenuto ieri mattina nella sede bolognese di Confindustria non ha offerto particolari colpi di scena.
Come da previsioni, sono 25 i lavoratori che hanno accettato il trasferimento nella nuova sede torinese; per 78, invece, si è optato per l'uscita anticipata dall'azienda. A questi si aggiungono i 13 lavoratori della vecchia sede di Milano che hanno conciliato il rapporto di lavoro attraverso la commissione di certificazione.
I numeri dell'esodo e gli incentivi economici
Delle 78 persone che hanno scelto di non trasferirsi a Torino, per 64 di loro la soluzione è stata individuata attraverso un verbale di conciliazione sindacale. A questi lavoratori è stato riconosciuto un incentivo all'esodo commisurato all'anzianità di servizio, con importi che, stando alle fonti, variano indicativamente tra i 30.000 e i 100.000 euro lordi. Gli altri 14 avevano già anticipato l'uscita sottoscrivendo il verbale a luglio.
La procedura, che coinvolgeva circa un centinaio di dipendenti tra Bologna e Milano, ha preso avvio a dicembre dello scorso anno, quando BasicNet ha comunicato la volontà di accentrare tutte le attività operative nel nuovo quartier generale di Torino.
La posizione di BasicNet e dei sindacati
In una nota ufficiale, BasicNet ha espresso soddisfazione per la conclusione positiva delle trattative, sottolineando come l'esito sia in linea con quanto concordato a gennaio e condiviso con gli azionisti. Il gruppo torinese ha parlato di un periodo particolarmente intenso, durante il quale ha lavorato con tutte le parti coinvolte per accompagnare il percorso di Woolrich nel modo più responsabile possibile. "Si apre ora una nuova fase di sviluppo, che guarda al futuro con fiducia", si legge nella nota.
Dal fronte sindacale, in un comunicato unitario, Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs hanno espresso analoga soddisfazione per il raggiungimento dell'accordo, pur sottolineando la speranza che i lavoratori coinvolti possano trovare una nuova occupazione in tempi brevi, valorizzando le competenze e l'esperienza maturate in Woolrich.
Il legame con Bologna e l'anticipo della chiusura
La vicenda segna la fine di un'era per il capoluogo emiliano. Il legame di Woolrich con Bologna aveva superato i quarant'anni, un rapporto iniziato nel 1984 quando Wp Lavori in corso avviò la licenza di distribuzione della label statunitense per poi acquisire quella di design, produzione e distribuzione per l'Italia, l'Europa e infine l'Asia. Nonostante un accordo siglato a gennaio che aveva assicurato la continuità delle attività in via della Cooperazione fino a marzo 2027, la procedura ha subito un'accelerazione.
La chiusura anticipata della sede bolognese e il trasferimento del quartier generale a Torino hanno di fatto anticipato di sette mesi i tempi stabiliti dall'accordo raggiunto all'inizio dell'anno. Restano aperti solo i negozi, i cui commessi, impiegati in via Clavature e a Cadriano, non rientravano nella procedura aperta da BasicNet.
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