Woolrich chiude a Bologna, 78 dipendenti restano senza lavoro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Woolrich chiude a Bologna e mette fine alla sua storica presenza in città, con lo stop definitivo alle attività della sede e la conclusione dei contratti per 78 dipendenti. La crisi aperta dopo l’acquisizione del marchio da parte del gruppo torinese BasicNet arriva così al suo passaggio decisivo: le funzioni operative vengono accorpate a Torino, mentre negli spazi bolognesi restano armadi e scrivanie destinati a essere smantellati nei prossimi giorni. Per il marchio di abbigliamento si chiude una fase durata oltre quarant’anni, durante la quale Bologna aveva rappresentato uno dei punti centrali della sua presenza in Italia.

Woolrich lascia Bologna dopo il trasferimento delle attività a Torino

La vicenda era iniziata nel dicembre 2025, quando la nuova proprietà aveva annunciato il trasferimento di 109 persone da Bologna e di altre 30 da Milano verso il nuovo quartier generale di Torino. Una decisione che aveva aperto una fase di forte incertezza per i lavoratori coinvolti e che, nei mesi successivi, ha portato alla progressiva concentrazione delle attività nel capoluogo piemontese. Il progetto prevedeva quindi lo spostamento delle funzioni operative lontano dalle due sedi precedenti, con Bologna destinata a perdere il ruolo costruito in più di quattro decenni di attività legata al marchio.

Durante l’inverno ai dipendenti era stata proposta una scelta tra il trasferimento incentivato in Piemonte e la permanenza nei siti di Bologna o Milano fino al 31 marzo 2027. Il percorso si è però concluso con la chiusura della sede bolognese e con 78 lavoratori rimasti senza occupazione. Nei corridoi ormai vuoti dell’azienda in via della Cooperazione è rimasto anche lo slogan scelto dai dipendenti per contestare la decisione, “Non s-bolognateci”, diventato l’espressione della protesta contro lo spostamento delle attività e la perdita dei posti di lavoro tra Bologna e Milano.

La fine della sede storica e le parole degli ex dipendenti

La chiusura assume un peso particolare per chi ha trascorso gran parte della propria vita professionale all’interno di Woolrich. Tra le testimonianze c’è quella di Claudia Costa, 59 anni, una delle ex dipendenti più longeve, con circa quarant’anni trascorsi in azienda. Il suo racconto restituisce soprattutto il rimpianto per una conclusione che, secondo la lavoratrice, avrebbe potuto seguire strade differenti e concedere più tempo alle persone coinvolte per organizzarsi. Una prospettiva maturata dopo un rapporto professionale iniziato molti anni prima e terminato insieme alla lunga esperienza bolognese del marchio.

Negli spazi della sede restano ora soprattutto i segni materiali della chiusura. L’azienda che per anni aveva rappresentato a Bologna il legame con un marchio di origine americana si prepara allo smantellamento di armadi e scrivanie, mentre le attività vengono concentrate a Torino sotto la proprietà BasicNet. Dietro la cessazione della sede cittadina emerge così anche la dimensione occupazionale di una riorganizzazione che ha coinvolto inizialmente 109 lavoratori a Bologna e 30 a Milano, fino all’epilogo con la fine dei contratti per 78 dipendenti e l’uscita definitiva di Woolrich dalla città.

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