Mattarella e Meloni su Taranto: "Impegno nazionale". A settembre il tavolo sull'ex Ilva
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Redazione Interno
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Alla vigilia dell'inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, il futuro di Taranto e del suo polo siderurgico torna al centro dell'agenda politica nazionale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesi domani allo stadio Iacovone per la cerimonia di apertura della manifestazione sportiva, hanno voluto inviare messaggi chiari e distinti sulla situazione della città e dell'ex Ilva, definendo le problematiche locali una priorità per il governo e per il Paese.
Le dichiarazioni giungono mentre l'ex stabilimento siderurgico vive una fase delicatissima. Da un lato, il Tavolo interministeriale, coordinato dal sottosegretario Alfredo Mantovano e convocato in permanenza a Palazzo Chigi, tornerà a riunirsi entro i primi giorni di settembre. L'obiettivo dichiarato è esaminare le manifestazioni di interesse per il futuro dell'impianto arrivate in queste settimane, in particolare quella della cordata italiana guidata da Federacciai, cui si aggiungono le proposte del colosso indiano Jindal e del fondo americano Flacks.
Il richiamo di Mattarella e il doppio binario di Meloni
In un messaggio inviato al Quotidiano di Puglia, il capo dello Stato ha voluto esprimere una vicinanza che va oltre la retorica istituzionale. "Un pensiero particolarmente intenso di attenzione e di vicinanza intendo dedicare agli abitanti della storica città di Taranto", ha scritto Mattarella, definendo le questioni occupazionali, sanitarie e di sviluppo economico come "un problema e, insieme, un impegno nazionale". L'augurio del presidente è che la città, custode di un patrimonio inestimabile, possa tornare ad "abbracciare il futuro" proprio a partire da questo grande evento sportivo.
Da parte sua, Giorgia Meloni ha risposto alla richiesta di un incontro pervenutale tramite il prefetto di Taranto, Ernesto Liguori, da parte delle associazioni di categoria del territorio. Pur non incontrando le delegazioni locali in occasione dei Giochi, la premier ha annunciato una strategia che si sviluppa su due fronti paralleli. Il primo riguarda il tavolo sull'ex Ilva, che a settembre valuterà le offerte per "il futuro assetto dell'impianto", ribadendo che il mantenimento di una significativa capacità produttiva di acciaio è "obiettivo di rilievo nazionale".
La cordata italiana: condizioni e scenari
Al centro dell'attenzione del prossimo tavolo di settembre c'è la manifestazione d'interesse presentata da Federacciai insieme a 14 imprese associate, tra cui ABS Acciaierie Bertoli Safau, Acciaieria Arvedi, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica e Marcegaglia Carbon Steel. Si tratta di una novità di peso, la prima volta, dopo la fine della gestione ArcelorMittal e l'avvio dell'amministrazione straordinaria a febbraio 2024, che si profila la possibilità di un'offerta organica da parte di una cordata di acciaieri italiani.
La proposta, tuttavia, presenta un limite sostanziale: riguarda tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva, esclusa l'area a caldo di Taranto. Questo perché l'area a caldo, che comprende gli altiforni e le acciaierie, è al centro di un decreto della Corte d'Appello di Milano che ne ha intimato lo stop a partire dal 28 ottobre a causa delle elevate emissioni e della presenza di amianto.
La manifestazione di interesse della cordata italiana è quindi subordinata alla verifica di una serie di "condizioni abilitanti" da parte del governo, ma apre uno scenario inedito in una partita fino a ora dominata da attori stranieri. La proposta di Federacciai mira a salvare e rilanciare la parte a freddo dell'impianto, quella a valle del processo produttivo, mentre il destino dell'area a caldo resta appeso alla decisione della magistratura e alla possibilità di un intervento che ne consenta la messa in sicurezza o la riconversione.
I sindacati nazionali del settore, che hanno già inoltrato richieste analoghe a Palazzo Chigi, saranno convocati al tavolo governativo, insieme ai rappresentanti della Regione Puglia e degli enti locali.
Un tavolo per la città oltre che per l'acciaio
Il secondo fronte annunciato da Meloni riguarda un tavolo specifico per la città di Taranto. L'obiettivo è quello di valutare le possibilità di sviluppo dell'area con investimenti imprenditoriali che vadano ad affiancarsi all'ex Ilva, aprendo così a una prospettiva di diversificazione economica per il capoluogo ionico. L'intenzione della premier è quella di convocare questo tavolo "sempre a Palazzo Chigi", invitando i vertici nazionali delle organizzazioni di categoria e i rappresentanti delle istituzioni locali, per dare al confronto "il giusto peso".
La partita per il rilancio di Taranto e della sua ex acciaieria si giocherà dunque a settembre, in un contesto che vede la città sotto i riflettori internazionali per i Giochi del Mediterraneo. L'evento, che coinvolgerà 26 nazioni e oltre 3.800 atleti, rappresenta un'occasione di visibilità senza precedenti per il territorio. La speranza, espressa sia dal capo dello Stato che dalla premier, è che questo possa tradursi in un'opportunità di rinascita reale, che vada a incidere sulle drammatiche questioni occupazionali e ambientali che da anni affliggono la città.
L'auspicio è che lo sport, come strumento di dialogo e pace, possa fare da apripista a quella svolta industriale e sociale che Taranto attende.
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