Torino, corteo pro Palestina bloccato: la polizia usa gli idranti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un corteo di circa duecento persone è partito nel tardo pomeriggio di mercoledì 7 ottobre dal Campus Luigi Einaudi dell'Università di Torino, al termine di un'assemblea pubblica durata oltre due ore nell'aula 1 del complesso universitario. La manifestazione, promossa dal coordinamento Torino per Gaza, si è mossa in strada con uno striscione in testa recante la scritta "Contro ogni genocidio, contro ogni guerra, ora e sempre resistenza".

L'iniziativa si è svolta nel giorno del terzo anniversario dell'attacco di Hamas in Israele, una ricorrenza che il Viminale aveva segnalato come particolarmente sensibile, disponendo un rafforzamento dei dispositivi di sicurezza in tutto il Paese.

Lo scontro sul lungo Dora

Le forze dell'ordine hanno circondato l'area del campus, impedendo al corteo di procedere. Dopo circa un'ora di fronteggiamenti sul lungo Dora, alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti e una torcia da segnalazione contro gli agenti schierati in assetto antisommossa. La polizia ha risposto utilizzando un idrante, ponendo fine all'avanzata dei manifestanti. Il corteo, formato da circa duecento persone, si è progressivamente sciolto senza che si registrassero feriti.

I promotori hanno annunciato un nuovo appuntamento per sabato 10 ottobre, quando è previsto un corteo regionale con partenza da piazza Castello.

La presa di distanza dell'ateneo

Nei giorni precedenti l'evento, l'Università degli Studi di Torino aveva formalmente preso le distanze dall'iniziativa. La rettrice Cristina Prandi aveva precisato che per l'occupazione dell'aula non era mai pervenuta alcuna richiesta formale né era stata rilasciata alcuna autorizzazione all'uso degli spazi accademici, aggiungendo che l'ateneo aveva informato le autorità competenti come da prassi.

La rettrice aveva inoltre definito "provocatoria" la scelta di convocare l'incontro proprio nella data del 7 ottobre, giorno "segnato dal dolore", sottolineando che il compito dell'Università è tenere aperto il dialogo nel rispetto di tutte le vittime civili.

Il dibattito e le posizioni emerse

Nel corso dell'assemblea, intitolata "Tre anni di genocidio, Tre anni di resistenza", Sara Munari, tra le figure di riferimento di Askatasuna, ha definito il 7 ottobre "un atto di resistenza che ha cambiato la storia". La manifestazione si è svolta mentre in mattinata il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi aveva confermato il rafforzamento dei dispositivi di controllo in vista delle iniziative previste per la ricorrenza, con particolare attenzione ai luoghi legati a Israele e alla cultura ebraica e alle manifestazioni pro-Palestina.

Il presidio annullato a Bologna

Sempre nella giornata del 7 ottobre, a Bologna è saltato il presidio che l'influencer di estrema destra Ferenc Venturelli, noto come Eterno, aveva annunciato contro l'evento dei Giovani Palestinesi in programma in un'aula dell'Università. Venturelli ha reso noto attraverso un video pubblicato sui social di aver ricevuto un'ordinanza dalla Questura che gli imponeva di non presentarsi né nella via né nel luogo dell'evento. L'iniziativa dei Giovani Palestinesi, in programma in aula Capecchi, definiva il 7 ottobre un'azione "della resistenza palestinese".

All'esterno dell'accesso alla Facoltà di Filologia di via del Guasto, il collettivo Cambiare Rotta aveva posizionato alcune tende, rimanendo in presidio per "respingere quella che ha definito una provocazione sionista".

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