Brivido a Bruxelles: un Airbus A320neo tenta il decollo dalla taxiway, stop a pochi metri dal deposito carburante
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Redazione Economia
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Un episodio di gravità inaudita, che riporta alla memoria i fantasmi delle più cupe pagine della storia dell'aviazione, si è consumato nella serata di giovedì scorso all'aeroporto di Bruxelles. Un Airbus A320neo della compagnia Scandinavian Airlines, impegnato sul volo SK2590 diretto a Copenaghen, ha infatti iniziato la corsa per il decollo non dalla pista assegnata, la 07R, ma da una via di rullaggio ad essa parallela. L'equipaggio, dopo aver lasciato lo stand seguendo le normali procedure di push-back e rullaggio, ha deviato dal percorso corretto: invece di virare a destra per dirigersi verso la testata della pista operativa, l'aereo ha imboccato a sinistra la taxiway indicata come E1, iniziando quindi ad accelerare come per un normale decollo. La manovra, compiuta nell'oscurità della notte, ha portato il velivolo a raggiungere una velocità di circa 107 nodi, equivalenti a quasi 200 chilometri orari, prima che i piloti si rendessero finalmente conto dell'errore madornale.
La frenata d'emergenza e lo scenario del rischio
A quel punto, l'equipaggio ha immediatamente attuato le procedure per un "rejected take off", una manovra di interruzione del decollo che richiede una frenata massima e un controllo estremo del mezzo. Il velivolo, che ormai aveva percorso una lunga porzione della taxiway, è riuscito a fermarsi, ma solo a pochi metri da un'area di stoccaggio del carburante, un dettaglio che amplifica esponenzialmente la portata del rischio corso. I passeggeri, come riferito da uno di loro ai media svedesi, hanno percepito chiaramente l'anomalia, descrivendo una partenza normale seguita dopo pochi secondi da una frenata brusca e da una manovra rapida, senza però che nessuno riportasse ferite. L'episodio, per sua fortuna conclusosi senza danni fisici alle persone o all'aeromobile, lascia però una serie di interrogativi inquietanti sulle dinamiche che lo hanno reso possibile.
Le indagini sull'errore e le segnalazioni mancate
Sul caso è stata inevitabilmente aperta un'inchiesta da parte delle autorità competenti, le quali dovranno accertare le precise responsabilità e le concause tecniche o procedurali. Il fatto appare tanto più inspiegabile se si considera che la pista corretta, quella 07R, era perfettamente attiva e dotata delle sue consuete segnalazioni luminose di bordo pista, progettate proprio per essere inequivocabilmente riconoscibili dagli equipaggi in qualsiasi condizione. La taxiway, per sua natura, non è assolutamente attrezzata per una manovra di decollo, sia per lunghezza che per infrastruttura, il che rende il verificarsi dell'evento ancor più paradossale. Le prime ricostruzioni, basate sulle comunicazioni e sui dati di volo, dovranno chiarire se alla base vi sia stato un fraintendimento delle istruzioni della torre di controllo, una distrazione dell'equipaggio, un qualche malfunzionamento nei sistemi di bordo o una combinazione di questi fattori.
Il contesto operativo e le implicazioni per la sicurezza
Incidenti di questo tipo, noti in gergo tecnico come "wrong runway departure", sono considerati tra gli eventi più pericolosi nell'ambito dell'aviazione commerciale, poiché pongono il velivolo in una situazione di estremo pericolo su un'infrastruttura non idonea, spesso con ostacoli ai lati o in fondo al percorso. La comunità aeronautica internazionale li studia e analizza con estrema attenzione, poiché ognuno di essi rappresenta un campanello d'allarme per i protocolli di sicurezza globali. L'episodio di Bruxelles, per la sua gravità oggettiva, sarà dunque oggetto di scrutinio non solo a livello nazionale belga, ma anche da parte di organismi come l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea, con l'obiettivo di estrarre dati e lezioni utili a prevenire il ripetersi di una simile circostanza, che per un soffio non si è trasformata in una catastrofe.




