Mondiali, Adani in cabina di regia senza voce: il silenzio del cantore social
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Redazione Sport
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Le finali si giocano anche con la gola, si direbbe, e quella di Lele Adani ieri sera era ridotta a un flebile sospiro. Il noto opinionista e cantore di “Facciamo calcio” si è presentato al microfono di RaiUno, a fianco del telecronista Alberto Rimedio, in condizioni di afonia conclamata, un malanno che ha subito acceso i riflettori dei social media ben prima del calcio d’inizio tra Spagna e Argentina.
Bustine di miele, rimedi della nonna e spray vari: nulla è bastato a scongiurare il silenzio dell’ex difensore, che per tutta la prima frazione di gioco ha osservato un profilo decisamente più basso del solito, alimentando un tam tam di commenti ironici e soddisfatti tra i telespettatori.
Le reazioni dei social alla voce afona di Adani
Non c’è stato bisogno di aspettare le azioni pericolose di Lamine Yamal o il gol di Oyarzabal per assistere al vero spettacolo parallelo della serata. Gli utenti dei social network, sempre pronti a cogliere l’attimo, hanno trasformato l’afonia di Adani in un vero e proprio tormentone, scatenando un’ondata di post tra il sarcastico e il compiaciuto.
Se da un lato qualcuno ha scherzato sulla possibilità di una sedazione operata dalla Rai per arginare la proverbiale verve del commentatore, altri hanno gioito per il predominio spagnolo che, costringendo al silenzio l’Argentina da lui tanto amata, ha di fatto ridotto al minimo gli sfoghi vocali del giornalista. "Adani afono è il più bel regalo per questa finale" e "Lele Adani non parla più?" sono solo alcuni dei messaggi che hanno invaso il web, mentre la Spagna intesseva la sua tela di palleggi a centrocampo, mettendo a tacere per un po' anche il più acceso dei tifosi in cabina di regia.
La vigilia della finale e il precedente della semifinale
Già nelle ore precedenti l’inizio della finale, le condizioni di salute di Adani avevano destato preoccupazione tra i suoi follower più affezionati, che ne avevano notato la voce affaticata durante i collegamenti preparatori. Una situazione che affonda probabilmente le radici nella semifinale tra Argentina e Inghilterra, una partita spettacolare e ricca di pathos che aveva portato il commentatore a esaltarsi in modo particolare, specialmente in occasione del gol di Lautaro Martinez.
Proprio quegli urli e quei toni enfatici, tanto criticati da una parte del pubblico quanto apprezzati dai fan più calorosi, hanno probabilmente segnato il punto di rottura delle sue corde vocali, riducendo la sua partecipazione alla finale a un ruolo decisamente più defilato, quasi da spettatore partecipe ma in silenzio.
Il dominio spagnolo e la 'vendetta' social contro il giochista
E mentre la Spagna dominava il possesso palla e dettava i tempi del gioco, mettendo in difficoltà la Seleccion di Scaloni, proprio quel gioco fluido e quel tiki-taka asfissiante sono diventati la colonna sonora ideale per accompagnare i momenti di silenzio di Adani. I social, già in fermento per l’assenza della sua voce calda e urlante, hanno colto l’occasione per una sorta di rivalsa collettiva, commentando con ironia il suo stato di quiete forzata.
"Adani noto giochista in silenzio durante il tiki taka della Spagna", si leggeva in un tweet diventato virale, quasi a sottolineare come la sua afonia rappresentasse una sorta di contrappasso per i suoi eccessi di entusiasmo, o forse semplicemente un espediente per godersi la partita con un sottofondo di commento tecnico più tradizionale e meno sopra le righe.
Adani tra i palinsesti estivi di RaiUno e Canale 5
La vicenda di Lele Adani, sebbene nata da un imprevisto fisico, si inserisce perfettamente nel clima di grande esposizione mediatica che caratterizza l’inizio dell’estate televisiva, monopolizzato da due soli grandi eventi. Da una parte i Mondiali di calcio, trasmessi in prima serata su RaiUno, e dall’altra le turbe sentimentali di Temptation Island su Canale 5, due programmi che hanno letteralmente saturato i palinsesti e i dibattiti, sia sui quotidiani che sulle riviste.
In questo contesto, la figura di Adani, tra esultanze, critiche e ora anche una momentanea afonia, continua a catalizzare l’attenzione del pubblico, dimostrando come il calcio e lo spettacolo si fondano in un unico grande racconto corale, fatto di voci, di urla e, talvolta, anche di significativi silenzi.




