Lele Adani afono in finale mondiale, tra critiche social e sospetti Rai
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Redazione Sport
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La finale dei Mondiali 2026, che ha visto affrontarsi Spagna e Argentina, è stata commentata sulla Rai da Alberto Rimedio e Lele Adani. L'ex calciatore, tuttavia, si è presentato all'atteso appuntamento sportivo quasi completamente afono, una condizione che non è passata inosservata al pubblico e che ha innescato un vivace dibattito sui social network, con critiche rivolte sia al telecronista che all'emittente pubblica.
La serata, che si è conclusa con la vittoria della Spagna per 1-0, è stata segnata da un commento tecnico più misurato del solito, complice la voce ridotta all'osso e la natura equilibrata dell'incontro.
Una finale tra afonia e ironie social
L'afonia di Adani era talmente evidente da diventare immediatamente un argomento di tendenza su X (ex Twitter), dove gli utenti si sono scatenati con commenti ironici e sarcastici. "Adani afono è il più bel regalo per questa finale" e "Adani senza voce è la vittoria di tutti" sono solo alcuni degli esempi di come il pubblico abbia accolto la condizione del telecronista.
La sua voce roca, che ha scandito il racconto del match decisivo, ha rappresentato una sorta di beffa per un opinionista noto per le sue esternazioni entusiaste e i toni spesso esagerati, in particolare quando si tratta di sostenere l'Argentina e Lionel Messi.
La telecronaca e il fantasma del richiamo Rai
L'assenza di voce, o meglio la sua riduzione al lumicino, ha inevitabilmente portato a una narrazione più lineare e meno incline ai consueti exploit. Alberto Rimedio, il telecronista principale, non ha dovuto compiere gli abituali equilibrismi per tenere a bada il suo collega. Questo cambio di registro, tuttavia, ha alimentato un'altra teoria tra i telespettatori: che dietro alla scarsa voce non ci fosse solo un banale problema fisico, ma un vero e proprio "richiamo" da parte dei vertici Rai.
Il sospetto, emerso in diversi commenti, è che all'ex difensore sia stato chiesto di moderare i toni dopo le polemiche seguite alla semifinale tra Argentina e Inghilterra, durante la quale si era reso protagonista di una telecronaca giudicata da molti eccessivamente di parte. Un utente ha ironizzato: "Adani mi sembra un altro commentatore, devono avergli fatto un bello shampoo".
Le critiche e il circo mediatico intorno al personaggio
La figura di Lele Adani, da tempo, divide l'opinione pubblica italiana. La sua passione sfrenata per il calcio sudamericano e per Messi, unita a uno stile di commento che definisce "giochista" e che spesso sfocia in vere e proprie invocazioni, lo hanno reso un personaggio amato o odiato. In passato, volti noti del giornalismo sportivo come Carlo Nesti lo hanno definito "un disturbatore, quasi comico", mentre Paolo Di Canio ha suggerito sarcasticamente di "abbassare il volume a zero" per sopportarlo.
Nonostante le critiche, Adani si è sempre difeso rivendicando la spontaneità del suo racconto e dichiarando di non voler cambiare il suo stile, convinto che il calcio vada vissuto con trasporto emotivo. La finale mondiale afono, in questo senso, ha rappresentato un paradosso per un uomo che ha fatto della sua voce il suo marchio di fabbrica.




