Lele Adani e l'Argentina: perché l'ex difensore urla per l'Albiceleste
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Redazione Sport
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L'ennesima, fragorosa, telecronaca di Lele Adani ha mandato in tilt i social network. Al termine della semifinale dei Mondiali 2026 vinta dall'Argentina contro l'Inghilterra per 2-1, il commentatore tecnico della Rai è stato letteralmente sommerso da critiche per il suo stile giudicato eccessivamente di parte e urlato.
"Carnevale psichiatrico", "portatelo in psichiatria", "fategli l'antidoping": questi solo alcuni dei commenti che hanno invaso X (ex Twitter) dopo la rimonta dell'Albiceleste, con il nome di Adani che è balzato immediatamente tra i trend topic. Ma al di là della bufera social, molti telespettatori si sono chiesti: perché Lele Adani ama così tanto l'Argentina al punto da perdere il controllo in diretta nazionale? La risposta, come spesso accade, affonda le radici in una storia di amicizia e di vita, ben lontana dai riflettori dei Mondiali.
Un'esultanza che divide: tra tifo e professionalità
Il dibattito, come sottolineato da diversi osservatori, non è certo nuovo. Già in occasione dei Mondiali del 2022 e degli Europei del 2024, lo stile di Adani aveva fatto discutere. Ma mercoledì sera, con la posta in palio altissima e la semifinale mondiale in primo piano, l'ex difensore ha superato ogni precedente.
Al gol dell'1-1 di Enzo Fernandez, servito da Messi, Adani ha imbastito un monologo che mescolava citazioni colte ("Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo") e richiami mistici ("Maradona 40 anni dopo orienta questa partita"). Poi, al 92', il gol vittoria di Lautaro Martinez ha scatenato il finimambo: voce rotta, quasi in lacrime, e un tripudio di epiteti per Messi, definito un "infinito" capace di scrivere la "routine dello straordinario".
Per molti utenti, come Fabio Ravezzani, direttore di Telelombardia, il problema è la mancanza di distacco: "Belli i Mondiali, ma se non ci fosse sempre Adani con le sue urla a coprire l'evento potremmo goderceli un po' meglio", ha scritto su X. Altri, come il giornalista Rai Alessandro Antinelli, hanno invece difeso il collega, sostenendo che "a molti Adani piace" e che i like sui social non rappresentano il mondo reale.
Lele Adani: l'amicizia fraterna con Matías Almeyda
Per comprendere il tifo viscerale di Adani per l'Argentina, bisogna tornare ai primi anni 2000, quando il difensore italiano condivideva lo spogliatoio dell'Inter prima e del Brescia poi con un calciatore argentino, Matías Almeyda. Tra i due nacque un'amicizia profonda, destinata a durare nel tempo. Fu proprio in un momento difficile della vita di Almeyda che Adani decise di non lasciarlo solo, accompagnandolo in Argentina fino a casa sua, a Buenos Aires.
Come lo stesso Adani ha raccontato in diverse interviste, è stato in quell'occasione che ha iniziato a innamorarsi del calcio e della cultura argentina. "L'amore per il calcio argentino nasce da un fratello come Almeyda – ha dichiarato a ESPN –. Con lui ho cominciato a seguire la Libertadores, il calcio argentino, la Copa Sudamericana. Ho capito come fosse un calcio passionale, per questo amo l'Argentina".
Da lì, la passione si è trasformata in un'autentica fede per il River Plate, la squadra del cuore di Almeyda, tanto da portarlo a studiare la storia del club e a tifare con trasporto per la banda rossa.
Quando il tifo diventa cronaca: Adani tra storia e fede
L'amicizia con Almeyda non è solo un aneddoto. È il filtro attraverso cui Adani legge il calcio, un filtro che lo ha portato a considerare l'Argentina non come una Nazionale avversaria, ma come una seconda squadra del cuore. "Mi sono innamorato da grande di una squadra che è il River Plate – ha spiegato Adani nel podcast di Giacomo Poretti –. Innamorarsi da grande è un amore diverso, perché da piccolo molte volte lo erediti. Da grande mi ha portato a studiare la storia del River Plate, ed è stato un amore perfetto perché mi riconosco tantissimo nei suoi valori".
Questa dichiarazione d'amore si traduce, al microfono, in un'identificazione totale che va oltre il semplice commento tecnico. L'argentinità di Adani, insomma, non è una recita per la telecronaca, ma una parte della sua storia personale. La sua esultanza per i gol di Messi o la sua commozione per una rimonta sono il riflesso di un legame autentico, nato nei momenti difficili di un amico. Un legame che per molti tifosi è semplicemente insopportabile, mentre per altri rappresenta la testimonianza di come il calcio possa essere un sentimento universale capace di abbattere ogni confine.




