Adani, l'uomo che ha trasformato la Rai in Tele Buenos Aires

Adani, l'uomo che ha trasformato la Rai in Tele Buenos Aires
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un soggetto che si aggira nelle nostre case e ci urla nelle orecchie, ci sveglia i bambini, ci spaventa il gatto. Costui crede di raccontare la passione per il calcio con un trasporto emotivo speciale, ma di speciale c’è solo il fastidio che la sua intemperanza vocale diffonde. Ormai, il commentatore calcistico Lele Adani, che gioca nella squadra della Rai (servizio pubblico, vale la pena ricordarlo), ha fatto centro ancora una volta durante la semifinale dei Mondiali 2026 tra Argentina e Inghilterra.

La sua telecronaca, andata in onda su Raiuno in prima serata, ha scatenato un putiferio sui social, dove gli utenti lo hanno accusato di faziosità e di aver trasformato il racconto di una partita di calcio in un’esultanza sguaiata a favore dell’Albiceleste.

La notte delle urla: quando Adani ha perso la voce per Messi

La partita, vinta dall’Argentina per 2-1 grazie alla rimonta firmata Enzo Fernandez e Lautaro Martinez, è stata commentata da Alberto Rimedio e dall’ex difensore Lele Adani. Fino all’ottantacinquesimo minuto, il commentatore tecnico era rimasto sorprendentemente tranquillo. Poi, l’assist di Lionel Messi per il pareggio ha rotto gli argini. Adani si è lasciato andare a un monologo che mescolava citazioni improbabili, richiami a Maradona e proclami epici, fino a perdere completamente la voce dopo il gol del sorpasso firmato da Lautaro Martinez.

“Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo, ma non lo puoi fare con Dios... Maradona 40 anni dopo orienta questa partita”, ha tuonato Adani, in un tripudio di retorica che ha fatto il giro del web. La sua esaltazione, giudicata “esagerata” e “non professionale” da molti telespettatori, ha messo in imbarazzo persino il collega Rimedio, che a un certo punto ha cercato di riportare l’ordine con un secco “Allora, riordiniamo le idee”.

La bufera social: “Fazioso, fuori luogo, spara paroloni a caso”

Come prevedibile, la performance di Adani ha diviso il pubblico, ma questa volta la fetta dei critici sembra aver avuto la meglio. Su X (ex Twitter), il nome del commentatore è diventato uno degli argomenti più discussi, con un’ondata di messaggi che ne chiedevano il silenzio. “Il telecronista argentino è rimasto più composto di Adani”, ha ironizzato un utente, mentre un altro si chiedeva: “Ma chi è che lo ha messo in telecronaca?”.

Le critiche sono piovute anche per la presunta mancanza di obiettività. In molti hanno sottolineato come la telecronaca fosse sbilanciata a favore della Selecion, al punto che l’ex difensore chiamava i calciatori argentini per nome, come se fossero vecchi amici. “Peggiore in campo Adani. Urla, sproloqui, faziosità, ma nemmeno quando gioca l’Italia. Una semifinale mondiale sulla tv nazionale non può essere commentata così”, si legge in uno dei tweet più condivisi.

Uno stile che divide: tra passione sfrenata e mestiere

Non è la prima volta che Lele Adani finisce al centro di una polemica per il suo stile sopra le righe. Già durante il Mondiale in Qatar del 2022 e agli Europei del 2024, le sue esultanze avevano fatto discutere, alimentando un dibattito ricorrente sul confine tra il tifo e la professione del telecronista.

I suoi sostenitori sostengono che Adani restituisca la passione del calcio, quella vera, e che il suo coinvolgimento emotivo sia un valore aggiunto; i detrattori, invece, lo accusano di sacrificare l’imparzialità e il distacco che ci si aspetta da un commentatore del servizio pubblico.

Nonostante le critiche, la Rai ha già ufficializzato la coppia Rimedio-Adani per la finalissima di domenica 19 luglio a New York, confermando così la fiducia nei confronti del suo opinionista più discusso. Una scelta che rischia di far storcere il naso a molti telespettatori, ma che per la tv pubblica rappresenta una garanzia in termini di ascolti. Il tam tam social, del resto, è la prova che il suo stile, piaccia o no, fa parlare di sé e del prodotto Rai, anche a costo di far perdere la voce al telecronista.

Il peso delle parole: tra citazioni colte e silenzi imbarazzati

L’aneddoto che meglio sintetizza la serata di Adani è forse il dialogo finale con Alberto Rimedio. Dopo il fischio finale, mentre il commentatore tecnico cercava di riprendere fiato, Rimedio gli ha detto: “Adesso respiriamo”. La risposta di Adani, con la voce ormai ridotta a un filo, è stata emblematica: “Respira anche tu, che hai perso la voce”.

Un momento di involontaria autoironia, in un racconto che ha visto il commentatore perdere il controllo per amore di Messi, mettendo a dura prova la pazienza di chi, a casa, sperava di assistere a una semifinale mondiale senza dover sopportare le urla di un tifoso argentino in collegamento da Atlanta.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.