A Fiumicino i nuovi scanner per i liquidi: più semplicità o solo confusione?

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dalle tre di notte del 26 luglio, negli aeroporti italiani che hanno adottato i nuovi scanner della Smiths Detection – tra cui Fiumicino – è possibile imbarcare liquidi in contenitori fino a due litri, superando il vecchio limite dei 100 millilitri. Una rivoluzione annunciata, che però, anziché semplificare le operazioni, rischia di trasformarsi in un rompicapo per i viaggiatori.

La modifica, approvata dalla Conferenza europea dell’aviazione civile (Ecac), dovrebbe alleggerire i controlli di sicurezza, ma la sua applicazione disomogenea crea un problema non da poco: non tutti gli scali, infatti, dispongono della tecnologia necessaria. Chi si presenta con bottiglie da due litri potrebbe scoprire solo all’ultimo momento di doverle imbarcare in stiva, con costi aggiuntivi che, a seconda della compagnia, possono sfiorare i 130 euro tra andata e ritorno. Ryanair, per esempio, applica tariffe fino a 75 euro a volo, mentre Vueling e WizzAir oscillano tra i 40 e i 70.

La questione, come denuncia Gabriele Melluso – presidente di un’associazione di consumatori – è che molti passeggeri, ignari delle differenze tra aeroporti, rischiano di trovarsi impreparati. Se da un lato i nuovi scanner, capaci di identificare con precisione sostanze pericolose, rappresentano un passo avanti, dall’altro l’assenza di uniformità nelle infrastrutture rischia di vanificarne i benefici.

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