Al Marconi si gioca a carte aspettando il volo, mentre l’Ue approva i nuovi scanner per i liquidi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Davanti all’ingresso delle partenze del Marconi, tra risate e partite a briscola, si discute delle nuove regole europee sui bagagli a mano. "Mio padre mi aveva avvisato che qualcosa stava cambiando", racconta Sara Casini, pronta a partire per la Spagna con le amiche. Quello che forse non sapeva è che la Commissione europea ha dato il via libera definitivo all’uso di scanner avanzati in grado di analizzare i liquidi senza costringere i passeggeri a limitarsi ai canonici 100 millilitri. La decisione, presa dopo una valutazione tecnica della Conferenza europea dell’aviazione civile, segna un punto di svolta per chi viaggia: da ora in poi, nei bagagli a mano si potranno trasportare contenitori fino a due litri, purché privi di sostanze pericolose.
A Fiumicino, lo scalo più trafficato d’Italia, i cartelli che annunciano la novità sono già ovunque. Aeroporti di Roma li ha posizionati in poche ore, sostituendo le vecchie indicazioni con avvisi bianchi e azzurri che spiegano le nuove norme. Ma la libertà ha un limite: i controlli restano severi. Un test condotto con un gel infiammabile – usato per sbloccare tubature – ha dimostrato che gli scanner della Smiths Detection, installati nei varchi di sicurezza, riconoscono immediatamente le sostanze proibite. Anche se, teoricamente, un passeggero potrà imbarcarsi con una bottiglia di whisky da due litri, non passerà chi tenta di introdurre materiali pericolosi.




