Al Marconi si gioca a carte aspettando il volo, mentre l’Ue dà il via libera ai liquidi in cabina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Davanti all’ingresso delle partenze dell’aeroporto Marconi, tra una mano di briscola e una di tressette, i viaggiatori commentano le nuove regole europee sui bagagli a mano. "Mio padre me l’ha detto ieri", racconta Sara Casini, toscana in partenza per la Spagna con le amiche, mentre sfoglia un mazzo di carte. Quello che sembrava un cambiamento lontano è diventato realtà: la Commissione europea ha approvato l’uso di scanner avanzati in grado di rilevare liquidi pericolosi senza costringere i passeggeri a svuotare le borse di bottigliette da 100 millilitri.

La decisione, annunciata dopo il parere favorevole della Conferenza europea dell’aviazione civile, permette di portare a bordo contenitori fino a due litri, purché privi di sostanze proibite. A Fiumicino, dove i cartelli azzurri e bianchi spiegano la novità già dalle prime ore del 26 luglio, la transizione è stata immediata. Ma non tutti i liquidi, ovviamente, sono ammessi.

Un test condotto con un gel infiammabile – usato di solito per sturare tubature – ha dimostrato che gli scanner della Smiths Detection, installati negli scali italiani, non lasciano margine di errore. Sebbene acqua, profumi e alcolici possano ora superare i controlli senza restrizioni, i sistemi di sicurezza individuano senza esitazione sostanze sospette, anche se nascoste tra prodotti innocui.

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