Liquidi in aereo, la Sardegna resta indietro: «Troppi costi per i nuovi scanner»
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Redazione Economia
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Mentre in cinque aeroporti italiani – Fiumicino, Malpensa, Linate (parzialmente), Bologna e Torino – i passeggeri possono già imbarcarsi senza dover estrarre dal bagaglio i liquidi oltre i 100 millilitri, la Sardegna rimane ferma al palo. A Cagliari, Olbia e Alghero, infatti, le vecchie norme restano in vigore, e la colpa è di un problema noto ma insormontabile: il prezzo troppo elevato degli scanner di ultima generazione.
Lo ha confermato l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, che ha chiarito come solo gli scali dotati di tomografi computerizzati – in grado di analizzare automaticamente i liquidi senza richiedere ispezioni manuali – possano applicare le nuove regole. «Gli altri aeroporti, compresi quelli sardi, devono ancora adeguarsi», spiegano dall’ente, lasciando intendere che i tempi per un allineamento non saranno brevi.
La disparità è evidente. Dove la tecnologia è stata installata, i viaggiatori possono portare in cabina flaconi più grandi, purché compatibili con le norme di sicurezza, senza doverli esibire separatamente. Negli scali sardi, invece, vige ancora l’obbligo di inserire i liquidi in contenitori da massimo 100 millilitri, tutti racchiusi in un sacchetto trasparente da un litro, da mostrare durante i controlli.




