Cop29 a Baku, tra urgenza climatica e scetticismo globale
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Redazione Esteri
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BAKU – La conferenza sul clima delle Nazioni Unite, Cop29, ha preso il via oggi a Baku, in Azerbaijan, riunendo 197 Paesi e l'Unione europea. L'evento, che si svolge in un contesto di crescente urgenza climatica, mira a mettere la finanza al servizio della lotta contro il cambiamento climatico. Tuttavia, l'assenza di molti leader mondiali, tra cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente francese Emmanuel Macron e il leader brasiliano, getta un'ombra sull'efficacia del vertice.
Jeffrey Sachs, economista della Columbia University e consigliere per le questioni ambientali del segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, ha espresso il suo scetticismo riguardo ai risultati attesi dalla conferenza. Sachs, noto per il suo impegno nella sostenibilità, ha sottolineato che senza un accordo con i Paesi petroliferi, difficilmente si potranno ottenere progressi significativi.
La Cop29 si svolge in un momento in cui il Pianeta sta affrontando una febbre climatica che ha raggiunto i famosi +1,5 gradi di temperatura media, un tempo considerati invalicabili. La professoressa Palazzi ha evidenziato l'importanza di prendere decisioni basate sulla scienza, sottolineando che la mitigazione e l'adattamento devono procedere insieme per essere efficaci. Più si ritarda nella mitigazione, ha avvertito, più gli sforzi di adattamento risulteranno vani, poiché non si riuscirà a stare al passo con un clima che cambia troppo rapidamente.
Nonostante le difficoltà, il Papa ha auspicato che la Cop29 possa dare un contributo significativo alla tutela della casa comune.




