Ucraina, raid russi su Kiev: civili in fuga e almeno 37 morti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
I raid russi su Kiev hanno spinto i civili a cercare riparo sottoterra mentre la capitale ucraina affrontava una nuova notte di attacchi. Un video pubblicato dal Servizio statale di emergenza ucraino mostra persone in fuga verso i rifugi per proteggersi dall’offensiva, arrivata nel quadro di quattro giorni consecutivi di incursioni sulla città. Secondo funzionari ucraini, almeno 37 persone sono state uccise in uno dei raid, che ha colpito un magazzino situato in una zona residenziale. Nella struttura, secondo quanto riferito, potrebbero essere state immagazzinate illegalmente munizioni. L’esplosione e la vicinanza del deposito alle abitazioni civili hanno portato anche all’apertura di un procedimento penale annunciato dal presidente Zelensky.
Kiev sotto attacco per il quarto giorno consecutivo
La capitale ucraina resta in uno stato di allarme continuo per gli incessanti lanci di droni attribuiti alla Russia. Il quarto giorno consecutivo di raid arriva dopo una settimana nella quale, secondo Zelensky, sono stati lanciati quasi 2.000 droni, oltre a 1.600 bombe aeree e 31 missili di vario tipo. A scandire la vita di Kiev sono le sirene e il rumore della contraerea, mentre la città continua a fare i conti con le conseguenze degli attacchi precedenti. Tra questi figura quello di venerdì sera contro un deposito dell’esercito collocato vicino ad alcune abitazioni civili, episodio che ha riportato l’attenzione sulla presenza del magazzino in un’area residenziale e sulle conseguenze dell’esplosione.
Le immagini diffuse dal Servizio statale di emergenza mostrano uno degli effetti più immediati degli attacchi sulla popolazione: persone costrette a spostarsi verso aree sotterranee per cercare protezione durante il raid notturno. Il video documenta quindi la fuga dei civili mentre Kiev è sottoposta a una nuova offensiva. Sul piano delle conseguenze, i funzionari ucraini hanno indicato un bilancio di almeno 37 vittime nel raid che ha interessato il magazzino. Nello stesso sito potrebbero essere state conservate illegalmente munizioni, circostanza che ha aperto un ulteriore fronte oltre a quello legato direttamente agli attacchi russi sulla capitale.
L’esplosione del magazzino e il procedimento per negligenza
Il presidente Zelensky ha dichiarato che è stato avviato un procedimento penale per negligenza d’ufficio in relazione all’esplosione del magazzino. L’indagine riguarda quindi quanto accaduto nel deposito colpito durante l’attacco, situato in prossimità di abitazioni civili e indicato come possibile luogo di stoccaggio illegale di munizioni. La vicenda si inserisce nelle conseguenze del raid di venerdì sera, ancora al centro dell’attenzione mentre continuano gli attacchi contro Kiev. Il procedimento annunciato da Zelensky affianca così la risposta alle incursioni russe con un accertamento sulle condizioni e sulla gestione del deposito coinvolto nell’esplosione.
Gli attacchi proseguono mentre vengono riportati nuovi tentativi di riaprire il dialogo tra Kyiv e Mosca con il coinvolgimento degli Stati Uniti. Axios riferisce della possibilità di un incontro trilaterale tra Trump, Putin e Zelensky, mentre dal Cremlino è arrivata l’indicazione secondo cui un vertice tra i tre leader sarebbe possibile soltanto per finalizzare eventuali accordi. Sul terreno, tuttavia, Kiev continua a essere sottoposta ai raid e agli allarmi, con i civili chiamati a raggiungere i rifugi e la contraerea impegnata contro i droni. La sequenza di quattro giorni consecutivi di attacchi procede quindi parallelamente ai contatti diplomatici riportati, mentre restano aperti gli accertamenti sull’esplosione del deposito vicino alle abitazioni.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
