Il gip di Milano solleva il caso alla Consulta: "Il decreto Salva Olimpiadi è incostituzionale"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un provvedimento giudiziario, che si inserisce in un'indagine per turbativa d'asta e corruzione, rischia di alterare i delicati equilibri preparatori delle prossime Olimpiadi invernali. La giudice per le indagini preliminari di Milano, Patrizia Nobile, ha infatti deciso di sollevare una questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte Costituzionale, mettendo sotto accesa l'attuale configurazione della Fondazione Milano-Cortina 2026. L'oggetto del contendere è il decreto legge varato nel giugno del 2024, un atto che il governo ha presentato come necessario per sbloccare e proteggere l'organizzazione dell'evento, ma che secondo l'autorità giudiziaria milanese avrebbe creato una "zona franca" giuridica, sottraendo arbitrariamente la Fondazione all'ambito del diritto pubblico per cui era stata originariamente concepita.

Una "immunità" contestata

Secondo la ricostruzione della gip, la riconfigurazione della Fondazione in ente di diritto privato, operata attraverso quel decreto, avrebbe di fatto bloccato le indagini della Procura di Milano. I magistrati, che stavano esaminando una serie di affidamenti diretti per servizi digitali sospettati di essere pilotati e inquinati da possenti accordi illeciti, si sono visti precludere il percorso investigativo. La giudice Nobile, nel suo atto, ha sottolineato come questa operazione legislativa abbia concesso ai dipendenti dell'ente una sostanziale "immunità", ponendoli al di fuori di quel perimetro di norme e controlli che sarebbe stato loro proprio qualora la Fondazione fosse rimasta un organismo di diritto pubblico.

Il percorso verso la Corte Costituzionale

La decisione della giudice è arrivata nel corso dell'udienza in cui doveva pronunciarsi sulla richiesta di archiviazione per due distinti filoni d'inchiesta legati alle gare della Fondazione. Rifiutando di archiviare le indagini, e accogliendo invece le sollecitazioni dei pubblici ministeri Francesco Cajani e Alessandro Gobbis, la gip ha disposto la trasmissione degli atti direttamente alla Consulta. Questo passaggio, tecnicamente noto come "questione di legittimità costituzionale", spetta ora ai giudici della Corte Costituzionale, i quali dovranno esprimersi sulla compatibilità del decreto "Salva Olimpiadi" con i principi fondamentali della Carta.

Le reazioni e lo scenario futuro

Dal governo, come riferito da fonti di stampa, sono arrivate dichiarazioni che esprimono serenità e fiducia nella bontà del provvedimento adottato. La posizione dell'esecutivo rimane ferma nel considerare il decreto uno strumento indispensabile per garantire il regolare svolgimento dei Giochi Olimpici, scongiurando il rischio che le inchieste giudiziarie ne paralizzino i preparativi. Tuttavia, l'atto della magistratura milanese introduce un elemento di forte incertezza, destinato a protrarsi per tutto il tempo che la Corte Costituzionale impiegherà per esaminare la questione e emettere la sua sentenza, la quale avrà il potere di confermare o meno la fondazione dell'ente, con ripercussioni inevitabili sull'organizzazione dell'evento sportivo.

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