Me Contro Te citati in tribunale da Consumerismo: le accuse e cosa rischiano i creator
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Consumerismo No Profit, associazione indipendente dei consumatori italiani, ha depositato il 14 settembre 2026 un ricorso al Tribunale civile di Palermo, Sezione Specializzata in materia di Impresa, contro Me Contro Te S.r.l. (già Pandacorno S.r.l.s.), la società riconducibile a Luigi Calagna e Sofia Scalia, la coppia di creator digitali seguita da milioni di bambini. L'azione è un'azione inibitoria collettiva ai sensi dell'articolo 840-sexiesdecies del codice di procedura civile, con cui si chiede ai giudici di ordinare la cessazione delle pratiche commerciali ritenute scorrette.
Le contestazioni nel dettaglio
Secondo quanto riportato nella nota di Consumerismo, il sito web mecontrote.it e l'app omonima costituirebbero un ambiente di intrattenimento pensato per bambini e preadolescenti nel quale, senza alcuna separazione dai contenuti ludici, sarebbe collocata la sezione Negozio con l'invito imperativo Vai allo shop!, che rimanda a uno storefront Amazon tramite link di affiliazione. Il menu principale conterrebbe tre sole voci, e Negozio sarebbe la prima.
Da qui le accuse di pratica commerciale aggressiva, per l'esortazione diretta all'acquisto rivolta ai minori; pratica ingannevole per omissione, per la mancanza di informazioni chiare su venditore effettivo, natura affiliata del link, condizioni di vendita, garanzia, recesso e assistenza; e pubblicità occulta, per la commistione senza demarcazione tra intrattenimento e inviti commerciali.
Le violazioni sulla privacy dei minori
Nel ricorso vengono contestate anche diverse criticità relative alla protezione dei dati personali. Tra queste figurano un'identità societaria opaca, con tre denominazioni diverse (Me Contro Te nel footer, Pandacorno s.r.l.s. nella privacy del sito, Me Contro Te S.r.l. nella privacy dell'app) e due sedi legali differenti sulla stessa partita IVA; un cookie banner basato sul consenso da scrolling, con il solo tasto Ok e nessuna opzione Rifiuta; un'informativa privacy definita obsoleta e contraddittoria, con conservazione dei dati indicata come non oltre il 31.12.2019; trasferimenti extra-UE dichiarati assenti ma di fatto presenti tramite Google Analytics e Azure PlayFab; un linguaggio non adatto ai bambini; e l'assenza di verifica dell'età o del consenso genitoriale per gli under 14, mentre l'app dichiarerebbe di raccogliere i comportamenti dei giocatori e le preferenze di gioco dei bambini senza valutazione d'impatto.
Le richieste al tribunale
Con l'azione inibitoria, Consumerismo chiede al Tribunale di Palermo di accertare le violazioni contestate e di ordinarne la cessazione immediata con divieto di reiterazione.
Tra le misure richieste figurano la conformazione di sito e app entro 30 giorni, con rimozione della dicitura Vai allo shop! dall'ambiente ludico o segregazione dietro filtro d'età; la separazione netta tra contenuti e pubblicità; un'identità societaria univoca in tutte le informative; un nuovo banner cookie con le opzioni Accetta e Rifiuta di pari evidenza; informative riscritte in linguaggio comprensibile ai bambini; e un sistema di verifica dell'età con consenso genitoriale.
Il quadro normativo e i possibili esiti
L'articolo 840-sexiesdecies del codice di procedura civile, introdotto dalla riforma dell'azione di classe, disciplina l'azione inibitoria collettiva e consente alle associazioni senza scopo di lucro iscritte nell'apposito elenco di agire per ottenere l'ordine di cessazione o il divieto di reiterazione di condotte pregiudizievoli per una pluralità di individui. La domanda si propone con le forme del procedimento camerale davanti alla sezione specializzata in materia di impresa competente per il luogo dove ha sede la parte resistente.
Il tribunale può avvalersi di dati statistici e presunzioni semplici e, con la condanna alla cessazione, può adottare su istanza di parte i provvedimenti previsti dall'articolo 614-bis del codice di procedura civile, che disciplinano le misure di coercizione indiretta per l'attuazione dei provvedimenti di condanna.
La segnalazione all'Antitrust e il contesto
Prima di rivolgersi al tribunale, il 9 giugno 2026 Consumerismo aveva segnalato le criticità all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, chiedendo anche la trasmissione dei profili relativi alla privacy al Garante per la protezione dei dati personali. Secondo quanto dichiarato dall'associazione, non avendo ottenuto risposte né correzioni, è stato depositato il ricorso. La società coinvolta, Me Contro Te S.r.l.
, è riconducibile a Luigi Calagna e Sofia Scalia, il cui progetto di contenuti per bambini ha origine nel 2014 e ha costruito nel tempo un ecosistema che comprende video, film, libri, spettacoli dal vivo e merchandising.
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