Tragedia sulla Terni-Rieti, le vittime e i feriti dello schianto tra bus e camper: il racconto dei soccorsi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il bilancio provvisorio, destinato purtroppo a rimanere drammaticamente aperto nelle prossime ore, è di sei morti accertati e venticinque feriti, alcuni dei quali trasportati in codice rosso negli ospedali della zona, a seguito del violentissimo incidente avvenuto domenica 2 agosto 2026 lungo la strada statale Terni-Rieti.

L'impatto, che ha coinvolto un pullman di linea, un camper e due autovetture, ha trasformato quel tratto di asfalto in una scena di devastazione tale da richiedere l'intervento immediato di decine di soccorritori, con la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che non ha esitato a definire l'accaduto come «una maxi emergenza catastrofica», classificata come tale sin dalla prima chiamata al numero unico per le emergenze.

La macchina dei soccorsi e le dichiarazioni delle istituzioni

La risposta del sistema di protezione civile e sanitario è stata immediata e imponente, come ha spiegato la stessa presidente Proietti, sottolineando che è stato attivato l'apposito protocollo senza esitazioni e lodando l'operato del personale sanitario che si è trovato a operare su una scena definita «impensabile» per la sua gravità.

Nel frattempo, anche la presidente dell'Assemblea legislativa regionale, Sarah Bistocchi, ha espresso il proprio cordoglio con una nota ufficiale, in cui ha parlato di una tragedia che tocca l'intero territorio, menzionando il numero aggiornato di sette vittime e oltre trenta feriti, seguendo con attenzione gli sviluppi delle operazioni di soccorso e le comunicazioni provenienti dai nosocomi dove i feriti sono stati distribuiti in base alla gravità delle lesioni riportate.

L'identificazione delle vittime: la coppia toscana e la romana

Per ore, in un clima di angoscia e incertezza, alcuni nomi erano rimasti fuori dall'elenco ufficiale fornito dalle autorità, finché il dolore non ha trovato un volto e una storia: tra i sei morti accertati figurano infatti Paolo Cosci e Graziella Baldini, marito e moglie originari della provincia di Massa Carrara, la cui identificazione è avvenuta in circostanze drammatiche, grazie a un particolare dei loro tatuaggi che ha permesso al figlio di riconoscerli tra le salme, evitando così che restassero anonimi ancora per molto tempo.

Le vittime, tutte di nazionalità italiana, includono anche Stefania Laurenzi, una romana di 59 anni, il cui decesso è stato confermato in serata; la donna viaggiava probabilmente a bordo di uno dei mezzi coinvolti nel terribile schianto avvenuto sulla SS79 Ternana, un'arteria che collega il Lazio all'Umbria e che, in questo mese di agosto, era particolarmente trafficata a causa dei flussi turistici in direzione dei centri del Ternano e dell'Alto Lazio.

Le condizioni dei feriti e il rischio di un aggravamento del bilancio

Il quadro clinico dei venticinque feriti rimane estremamente variegato, con diversi codici rossi che tengono in ansia i sanitari e i familiari: in particolare, un uomo di cui non sono state ancora diffuse le generalità è ricoverato in condizioni giudicate gravissime presso l'ospedale di Perugia, e il suo decorso nei prossimi giorni potrebbe purtroppo portare a un aggravamento del già pesante numero di vittime accertate, un rischio concreto che gli stessi medici hanno valutato con estrema cautela nelle comunicazioni interne.

La dinamica dello schianto, che ha visto un pullman e un camper letteralmente accartocciati sull'asfalto insieme ad altre due auto rimaste coinvolte per ragioni ancora al vaglio della polizia stradale, rende la ricostruzione dei fatti particolarmente complessa, anche se gli investigatori stanno acquisendo le testimonianze dei sopravvissuti e le immagini delle telecamere presenti lungo il tracciato per chiarire le esatte responsabilità e le eventuali concause di una delle tragedie stradali più gravi degli ultimi anni in questa zona d'Italia.

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