Renault Twingo E-Tech, la piccola elettrica a meno di 20mila euro che nasce in Europa ma si sviluppa in Cina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non è certo un mistero che il mercato delle auto elettriche sotto la soglia dei ventimila euro sia, per usare un eufemismo, un territorio ancora poco battuto; le proposte, quelle vere, si contano sulle dita di una mano, e tra queste, con un prezzo di partenza di 19.500 euro per l’allestimento Evolution, si inserisce ora la nuova Renault Twingo E-Tech. A differenza di molte rivali dirette, che per raggiungere quel costo hanno dovuto spesso optare per una produzione in Cina, la casa francese ha scelto una strada diversa, assemblando la sua cittadina elettrica in Slovenia. C’è però un dettaglio, quasi un paradosso, che lega indissolubilmente questa vettura al paese asiatico: se il progetto iniziale è nato in Francia, il suo sviluppo accelerato è stato affidato al centro tecnico di Shanghai, una scelta dettata dalla necessità di ridurre drasticamente i tempi di realizzazione, e così è stato, con la vettura che è stata deliberata in meno di due anni, praticamente la metà del tempo impiegato in passato per una nuova elettrica del gruppo.

Un’operazione neo-retrò che parte dal look e si spinge fino alla guida

Dopo le operazioni amarcord che hanno riportato in auge R4 e R5, il costruttore francese prosegue a ritmo serrato con questo filone stilistico, e la nuova Twingo ne è l’ultima espressione. Il design richiama chiaramente quello del modello degli anni Novanta, reinterpretandolo però con un powertrain elettrico che promette un’autonomia fino a 263 chilometri, un dato pensato per chi in città ci vive e ci si muove quotidianamente. Nel corso della presentazione statica l’impressione era quella di trovarsi di fronte a un’auto riuscita, capace di coniugare l’appeal estetico con la praticità, ma è durante la prova su strada che si sciolgono gli ultimi dubbi: perché se è relativamente semplice disegnare linee moderne che omaggiano un’idea di stile del passato, ben più complesso è realizzare un’auto di dimensioni contenute che sappia essere anche piacevole da guidare, specialmente quando il teatro principale dei suoi spostamenti è il traffico cittadino.

La tecnologia al servizio della manovrabilità in un abitacolo curato

Quel che convince fin dai primi metri è la taratura dei comandi, studiata per essere intuitiva e precisa, con uno sterzo che non tradisce le aspettative e restituisce una sensazione di controllo tipica delle migliori utilitarie. L’abitacolo, nonostante il segmento di appartenenza, non appare spartano; anzi, l’attenzione ai dettagli e la presenza di alcune soluzioni tecnologiche contribuiscono a creare un ambiente che non fa rimpiangere vetture di categoria superiore. C’è però un dettaglio, tipico di certe configurazioni da city car, che salta all’occhio: i vetri posteriori, quelli dietro, si aprono a compasso, una scelta funzionale più che altro al ricambio d’aria piuttosto che all’accesso diretto dall’esterno, ma che per il pubblico di riferimento – spesso composto da chi cerca un’auto agile per spostamenti brevi – potrebbe rivelarsi più un vezzo che una vera rinuncia.

Un’eredità pesante e un presente che convince nonostante le incertezze sul futuro

L’operazione nostalgia avviata dal gruppo francese ha finora dimostrato di saper intercettare il gusto del pubblico, mescolando memoria collettiva e innovazione tecnologica, e questa Twingo ne è probabilmente l’esempio più riuscito in termini di rapporto qualità-prezzo. Il fatto che il suo sviluppo sia stato completato in tempi record, grazie al contributo del centro di Shanghai, la dice lunga sulla capacità della casa di ripensare i propri processi per rimanere competitiva in un mercato in rapida evoluzione. Chissà, ci si chiede, se questo filone ispirato al passato potrà continuare senza la figura che l’ha fortemente voluta, ma al di là delle questioni legate alla futura strategia di prodotto, ciò che conta oggi è il risultato: una piccola elettrica che non costa cara, che è bella da guidare, ricca di personalità e con una storia produttiva che la rende unica nel suo segmento, europea di nascita e con un’anima tecnica sviluppata a Shanghai.

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