Pifferi aggredita in carcere, disposta nuova perizia psichiatrica
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Redazione Interno
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Alessia Pifferi, la donna condannata all’ergastolo per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana, di soli 18 mesi, è stata aggredita nel carcere di Vigevano da un’altra detenuta. L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi, ha portato la 38enne a non presentarsi in udienza al tribunale di Milano, dove è in corso il processo d’appello. Secondo quanto riferito dal suo avvocato, Alessia Pontenani, Pifferi ha riportato un trauma al volto, con quattro punti di sutura necessari dopo un pugno ricevuto. «È stata portata al pronto soccorso di Vigevano», ha dichiarato la legale, sottolineando le condizioni fisiche della cliente.
La vicenda giudiziaria di Pifferi, che risale al 2023 quando fu condannata in primo grado per l’omicidio volontario aggravato della figlia, si intreccia ora con ulteriori sviluppi legati alla sua salute mentale. Il tribunale ha infatti disposto una nuova perizia psichiatrica, richiesta dalla difesa per accertare se la donna sia un’«abile simulatrice» o una persona con effettive difficoltà cognitive. «Verificheremo se Alessia è in grado di comprendere il processo e le conseguenze delle sue azioni», ha spiegato Pontenani, evidenziando l’importanza di chiarire questo aspetto prima di procedere con il dibattimento.
Intanto, la sorella di Pifferi, Viviana, ha espresso il proprio sgomento di fronte alla situazione. «È un incubo da cui non mi sveglio», ha dichiarato fuori dall’aula, ribadendo la convinzione che Alessia non sia incapace di intendere e di volere. Le parole di Viviana riflettono il clima di tensione che circonda il caso, alimentato anche dalle recenti dichiarazioni della stessa Pifferi, che ha denunciato di essere stata picchiata da altre detenute.
L’aggressione in carcere, per la quale è stato necessario l’intervento del 118, ha riacceso i riflettori sulle condizioni di detenzione della donna, già al centro di un acceso dibattito pubblico. La nuova perizia, affidata a un pool di esperti, potrebbe rappresentare un punto di svolta nel processo, influenzando non solo l’iter giudiziario ma anche l’immagine pubblica di una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica.




