Trump contro Harvard: la guerra dei fondi scatenata da una mail "per errore"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una semplice e-mail, inviata – a quanto pare – per sbaglio, ha fatto saltare il precario equilibrio tra l’amministrazione Trump e Harvard, innescando una battaglia che potrebbe costare all’ateneo miliardi di dollari. La missiva, partita dalla task force della Casa Bianca contro l’antisemitismo e definita «non autorizzata», conteneva richieste che l’università ha giudicato inaccettabili: modifiche alle ammissioni, controlli sulle assunzioni del corpo docente e limitazioni ai programmi accademici. La risposta di Harvard, netta, ha spinto Trump a congelare oltre due miliardi di fondi federali, minacciando anche di revocare lo status fiscale di ente non profit e di restringere i visti agli studenti stranieri.

«Insegna odio, non merita un dollaro», ha dichiarato il presidente, accusando l’ateneo di tollerare manifestazioni filo-palestinesi e di promuovere, attraverso i suoi corsi, una cultura «divisiva». La replica del rettore non si è fatta attendere: «Nessuno, neanche Trump, metterà in discussione la nostra indipendenza». Tra le richieste più controverse, quella di eliminare i programmi su «diversità, equità e inclusione», oltre alla segnalazione degli studenti stranieri coinvolti in attività politiche.

Ma la miccia era già stata accesa. La lettera, finita per errore nelle mani sbagliate – come riportato dal New York Times –, ha portato allo scoperto un conflitto che covava da mesi. Il governo, da parte sua, respinge ogni accusa di ingerenza: «L’università fa vittimismo», è la replica ufficiale. Intanto, la Casa Bianca prepara un nuovo colpo: un altro miliardo di fondi per la ricerca sanitaria rischia di essere tagliato, secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal.

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