Trump toglie i fondi a Harvard: "Insegna odio, non merita un dollaro"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La scintilla che ha innescato lo scontro tra la Casa Bianca e una delle università più prestigiose al mondo è scattata per un banale errore. Un’email, definita «non autorizzata» e inviata «per sbaglio» da un funzionario della task force governativa contro l’antisemitismo, ha rotto gli equilibri già fragili tra l’amministrazione Trump e Harvard. Quel messaggio, finito nelle mani dei vertici dell’ateneo, conteneva richieste così drastiche da essere considerate inaccettabili: modifiche ai programmi accademici, criteri stringenti per le ammissioni e nuove regole nelle assunzioni.

La risposta dell’università non si è fatta attendere. Il rifiuto netto, arrivato all’inizio della settimana, ha spinto Trump a reagire con misure senza precedenti: il congelamento di oltre 2 miliardi di dollari di fondi federali, la minaccia di revocare lo status fiscale di ente non profit e restrizioni sui visti per gli studenti stranieri. «Harvard non merita un solo dollaro dei contribuenti – ha dichiarato il presidente – se continua a diffondere odio invece che conoscenza».

Quella che poteva sembrare una semplice svista burocratica si è trasformata in un caso politico. Il New York Times, che ha ricostruito la vicenda, rivela come l’email incriminata sia partita senza alcuna approvazione ufficiale, ma ormai il governo non intende fare marcia indietro. Anzi, accusa l’ateneo di «fare vittimismo» invece di affrontare le critiche.

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