Meloni: «Governo il secondo più longevo, avanti con determinazione»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La matematica delle legislature, si sa, racconta solo una parte della storia. Eppure, per Giorgia Meloni, il numero che oggi assume un significato particolare – quello di 1.288 giorni alla guida di Palazzo Chigi – non rappresenta un punto d’arrivo, bensì la pietra miliare di un cammino che, a suo dire, ha appena superato una delle prove più severe che la cronologia istituzionale potesse offrirgli. Con il passare di queste ore, infatti, il suo esecutivo scavalca idealmente il governo Berlusconi quater (quello in cui lei stessa, un’altra stagione politica, rivestiva il ruolo di ministro della Gioventù) per assestarsi al secondo posto assoluto tra i governi più duraturi della storia repubblicana, una classifica che tiene conto dei giorni effettivamente trascorsi dal giuramento al Quirinale – avvenuto il 22 ottobre 2022 – fino a oggi, 2 maggio.

Un traguardo che non vuole essere tale, ma una responsabilità

La presidente del Consiglio, in un post pubblicato sui social, ha scelto con cura le parole per incorniciare questo risultato: «Non lo vivo come un traguardo da festeggiare, ma come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani». Un’affermazione, questa, che rovescia la prospettiva della semplice sopravvivenza politica, alludendo piuttosto a un peso accresciuto dalle aspettative e dalla fiducia ricevuta. «Grazie a chi continua a sostenerci, a credere nel nostro lavoro e nella serietà del nostro impegno», ha aggiunto, per poi ribadire l’intenzione di procedere «con determinazione per completare il percorso avviato». Quella che emerge è quindi la fotografia di un esecutivo che non intende concedersi pause celebrative, ma che anzi si appoggia sulla longevità come su una leva per giustificare ulteriori interventi.

La bussola dell’interesse nazionale e la visita a PizzAut

L’unico riferimento che la premier ha voluto fornire per orientare le prossime tappe è volutamente generico (ma altrettanto netto) nella sua formulazione: «una sola bussola: l’interesse nazionale». Frase che fa da pendant a un gesto concreto compiuto alla vigilia di questa ricorrenza. Ieri, primo maggio, Meloni ha infatti fatto visita al ristorante di Monza della Fondazione PizzAut, la realtà gestita da ragazzi autistici, scegliendo così un luogo lontano dalle tradizionali celebrazioni sindacali per incontrare una delle esperienze più raccontate di inclusione lavorativa; un’occasione che, pur non menzionata nel messaggio social di oggi, aggiunge un tassello all’immagine di un governo che guarda al tessuto produttivo e sociale senza necessariamente passare per i palchi istituzionali canonici.

Numeri e precedenti: il sorpasso sul Berlusconi quater

Per comprendere il dato puramente aritmetico.288 giorni, che equivalgono a circa tre anni e mezzo – occorre ricordare quale sia il primato assoluto in questa graduatoria: nessun altro esecutivo della Repubblica italiana ha saputo resistere più a lungo di quello guidato da Silvio Berlusconi nel 2001-2006 (il cosiddetto Berlusconi secondo), che arrivò a oltre 1.400 giorni. Meloni, dunque, non ha ancora raggiunto quel traguardo, ma superare il “Berlusconi quater” (2008-2011) rappresenta simbolicamente un’inversione di tendenza rispetto alla cronica instabilità che aveva caratterizzato il decennio precedente. Lo stesso governo Draghi, che pur aveva goduto di un ampio sostegno parlamentare, si fermò a circa 1.090 giorni. La longevità dell’attuale esecutivo, va detto, dipende da una pluralità di fattori tra i quali spicca la tenuta della maggioranza di centrodestra, finora scalfita solo da episodi marginali di dissenso interno.

La sostanza oltre la cronaca: un governo che procede senza scosse

Meloni conclude il suo intervento con un’ulteriore promessa di rispetto «per il mandato ricevuto dai cittadini italiani», una formula che sottende una rivendicazione di legittimità piena per l’intera durata della legislatura. E mentre sui social il post raccoglie l’adesione dei suoi sostenitori, l’opposizione non ha ancora formulato una replica organica; certo, il clima politico appare segnato da un’assenza di scosse telluriche che, a sua volta, aiuta a spiegare questa longevità. Nessuna crisi sfiorata, nessun rimpasto all’orizzonte, almeno stando ai comunicati ufficiali. E se il governo è appena diventato il secondo più longevo, lo si deve anche a un’agenda che ha privilegiato i dossier economici e le riforme istituzionali rispetto alle polemiche quotidiane, pur senza escludere del tutto quelle ultime.

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