Boston domina i Lakers in una notte nba da record per Oklahoma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella notte di venerdì 6 dicembre, mentre il calendario della lega proponeva un ricchissimo menù di dodici incontri, due risultati su tutti hanno catalizzato l’attenzione, tracciando un solco netto tra le ambizioni delle franchigie. Al TD Garden di Boston, tempio del basket dove risuona l’eco delle rivalità più gloriose, si è consumata una lezione di basket moderno e spietato, con i Celtics che hanno liquidato i Los Angeles Lakers con un autoritario 126-105. Una partita, questa, che ha assunto i contorni di un monologo in verde, reso ancor più netto dalle assenze, pesantissime, in campo avversario: i gialloviola, infatti, hanno dovuto rinunciare sia a LeBron James, fermato da una sciatica e da problemi al piede sinistro, sia a Luka Doncic, assente per motivi personali. Senza i loro due astri maggiori, i californiani sono apparsi orfani di quell’inventiva che spesso ne caratterizza il gioco, costretti a subire il ritmo imposto da una squadra di casa vorace e chirurgica.

L'assolo di Jaylen Brown e il cedimento Lakers

A guidare la carica dei Celtics, in quella che si è rivelata essere la loro quarta vittoria consecutiva, è stato Jaylen Brown, la cui prestazione completa – 30 punti, 8 rimbalzi e 8 assist – ha fornito il tono all’intera serata. Boston, che non ha mai conosciuto lo svantaggio nel punteggio, ha costruito il successo su una difesa aggressiva e su un tiro da tre punti di rara efficacia, chiudendo con 24 triple realizzate e 31 assist complessivi, numeri che testimoniano un gioco collettivo fluido e pericolosissimo. Accanto a Brown, hanno brillato Derrick White, autore di 19 punti con cinque triple, e il giovane Jordan Walsh, fermo a 17. Dall’altra parte, il solo Austin Reaves ha provato con tutte le sue forze a opporre resistenza, firmando 36 punti e 8 assist, supportato dai 18 di Gabe Vincent; uno sforzo, il suo, che è valso a contenere il gap a -15 all’inizio dell’ultimo quarto, prima che i padroni di casa, come era nell’ordine delle cose, tornassero a distanziarsi definitivamente.

La marcia inarrestabile degli Oklahoma City Thunder

Se l’Est celebra il successo di Boston, la Western Conference appare ormai dominata da un’unica, implacabile forza: gli Oklahoma City Thunder, che nella stessa serata hanno esteso a quattordici la loro striscia di vittorie consecutive, la più lunga della stagione. Ad abbattere i Dallas Mavericks con un sonoro 132-111 è stato ancora una volta il loro leader, Shai Gilgeous-Alexander, capace di imprimere il suo marchio sulla partita con 33 punti. La superiorità della squadra è stata tale – si parla di campioni in carica che guidano la conference con ampio margine – che il canadese, in una consuetudine che sta diventando abituale in questa campagna, non ha avuto neppure la necessità di scendere in campo durante il quarto periodo, lasciando che la macchina, oliatissima, facesse il suo corso. Una dimostrazione di potenza e di rotazione che pone i Thunder in una luce di assoluto favoritismo.

Il contesto e le prospettive immediato

Le due partite, seppur con dinamiche differenti, raccontano quindi una storia di squadre che in questa fase della stagione stanno trovando un ritmo e un’identità quasi perfetti. Da una parte i Celtics, che sfruttano al massimo il loro roster profondissimo e il talento dei propri protagonisti per imporsi nelle grandi occasioni, come appunto nella classica contro i rivali storici. Dall’altra i Thunder, che stanno trasformando la regular season in un’esibizione di forza e di coesione, un messaggio chiaro e inequivocabile per tutti i pretendenti al titolo. La notte del 6 dicembre, insomma, ha offerto un quadro eloquente degli equilibri attuali, con due franchigie che paiono viaggiare a una velocità superiore, l’una nell’Est e l’altra nell’Ovest, lasciando alle spalle avversari di prestigio ma momentaneamente incapaci di tenerne il passo.

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