Bologna, smantellata una rete di spaccio: droga nascosta lungo il Navile e consegne con l'auto gialla
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Redazione Interno
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Una filiera dello spaccio, strutturata con la precisione di una piccola azienda, è stata smantellata dalla Squadra mobile di Bologna nel quartiere Corticella e nelle aree limitrofe. Gli investigatori, i quali hanno avviato le indagini dopo una serie di fermi in flagranza avvenuti tra via Ferrarese, San Donato e la stessa Corticella, hanno scoperto un'organizzazione che operava per conto di un'associazione a delinquere. L'attività criminale, secondo quanto accertato, si basava su una rigida divisione dei compiti: c'era chi raccoglieva le ordinazioni telefoniche, chi si occupava di preparare le dosi di cocaina e chi, infine, provvedeva materialmente alla distribuzione sul territorio.
La metodologia della "banda dei sette"
Il gruppo, composto da cittadini marocchini e un italiano, faceva capo a un sodalizio i cui membri gestivano la piazza di spaccio. Il meccanismo delle consegne, uno degli aspetti più caratteristici emersi dall'inchiesta, si serviva di un'utilitaria di colore giallo, utilizzata come vero e proprio corriere della droga per le strade del Bolognese. Le sostanze, che venivano occultate con cura per sfuggire ai controlli, trovavano temporaneo nascondiglio anche lungo le sponde del canale Navile, una scelta dettata dalla ricerca di anonimato e rapidità nel recupero del carico.
Le misure cautelari e la fine di un giro
L'operazione, conclusa nel dicembre 2025, ha portato all'esecuzione di sette misure cautelari, tutte a carito di persone ritenute i corrieri al servizio dell'associazione. L'attività investigativa, che ha permesso di ricostruire i movimenti del gruppo e di documentare le transazioni, ha evidenziato come l'organizzazione fosse specializzata nello spaccio di cocaina, mantenendo un flusso costante di rifornimento e distribuzione. La rete, sebbene non di vastissime proporzioni, mostrava un'operatività continuativa e ben organizzata, capace di gestire quotidianamente la domanda di stupefacenti in quella parte della città.
L'indagine della mobile
Il lavoro della IV sezione della Mobile è partito dal basso, dai piccoli spacciatori colti in flagranza, per risalire rapidamente ai vertici dell'intera struttura. Un percorso che, evitando di fermarsi alla prima linea, ha consentito di identificare i ruoli di ciascuno e i meccanismi di approvvigionamento. La banda, la cui esistenza è stata confermata dalle intercettazioni e dai pedinamenti, non si limitava a una zona sola ma si muoveva tra diversi punti, mantenendo come epicentro logistico e operativo il quartiere di Corticella.




