Napoli-Milan, i Fab Four tornano a danzare dopo sei mesi di silenzio tattico
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Redazione Sport
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A sei mesi esatti dall’ultima volta, quella strana alchimia che in estate sembrava poter riscrivere gli equilibri del campionato si ripresenta dal primo minuto. Anguissa, De Bruyne, Lobotka, McTominay – i cosiddetti “Fab Four” del Napoli – torneranno a occupare insieme il centro del campo nella sfida di domani contro il Milan, come rivela l’edizione odierna di Tuttosport. Non accadeva dal 28 settembre, e la notizia, filtrata da una partitina in famiglia cui ha assistito l’intero gruppo azzurro, ha fornito ieri una carica supplementare all’ambiente. Nessuna sperimentazione, nessun turnover precauzionale: la formazione tipo, quella che molti davano per smantellata tra infortuni e scelte tecniche, è stata rimessa in piedi proprio nel momento più caldo della corsa al secondo posto.
Un centrocampo ritrovato e la resilienza come marchio
La concomitanza non è casuale, perché proprio la mediana rappresenta il terreno su cui si giocherà gran parte delle sorti del match. Il Milan, dal canto suo, arriva al Maradona forte di una statistica che parla chiaro: nessuna squadra come i rossoneri ha saputo recuperare più punti (quattordici) quando si è trovata in svantaggio. Il Napoli segue a ruota con dodici punti riconquistati, un dato che la Lega Calcio Serie A ha messo in evidenza sottolineando come entrambe le formazioni amino colpire nei frangenti decisivi. I milanesi hanno guadagnato dodici punti con reti oltre il settantacinquesimo minuto, mentre gli azzurri ne hanno raccolti nove con gol segnati dopo l’ottantesimo: una resilienza, quella che i due tecnici hanno impresso ai loro giocatori, destinata a diventare probabilmente l’arma in più nella volata finale.
L’anticipo del secondo posto e la porticina lasciata aperta
Lunedì sera, quindi, non si gioca soltanto per il piazzamento immediato – le due squadre sono separate da un solo punto – ma per tenere vive, seppur in modo residuale, le residue speranze di rimonta sull’Inter. Nessuna delle due ha mai dichiarato formalmente di aver rinunciato allo Scudetto, ma una sconfitta, di fatto, chiuderebbe ogni discorso con la capolista. Ne è convinto anche Nando De Napoli, ex centrocampista, che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha ammesso di non credere a un improbabile crollo dei nerazzurri («a me sembrano troppo forti, nonostante qualche battuta a vuoto»). Ha però aggiunto un’osservazione preziosa: «Ho vissuto sulla mia pelle una rimonta inaspettata, altre ce ne sono state: giusto lasciare aperta la porticina».
La svolta azzurra dopo un gennaio difficile
Il Napoli arriva a questo appuntamento dopo aver archiviato un inizio di 2026 complicato, trovando la rotta proprio prima della sosta con quattro vittorie consecutive in Serie A – un filotto che mancava da settembre. La contemporanea ripresa del Milan, che ha costruito gran parte dei suoi risultati sulla capacità di ribaltare i punteggi, rende il confronto una sorta di partita dentro la partita. I Fab Four, dal canto loro, rappresentano il tentativo di imporre la propria qualità sin dai primi minuti, senza attendere l’errore altrui. Perché se è vero che entrambe le squadre sanno soffrire e poi ferire nei minuti di recupero, è altrettanto vero che nessuna delle due vorrà affidarsi solo alla propria capacità di rincorrere. E domani sera, finalmente, potremo rivedere quello che sei mesi fa sembrava il futuro del centrocampo italiano.




