Brasile richiama l'ambasciatore in Israele dopo dichiarazioni di Lula
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Redazione Esteri
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Il ministero degli Esteri del Brasile ha richiamato il proprio ambasciatore in Israele, Fred Meyer, per consultazioni. Questa mossa è stata fatta in risposta alla decisione di Tel Aviv di dichiarare il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva 'persona non grata'.
L'accusa di Lula
Lula ha accusato lo Stato ebraico di aver compiuto un genocidio a Gaza, paragonando le azioni delle forze armate israeliane in Palestina - a seguito degli attentati di Hamas del 7 ottobre scorso - all'azione di Adolf Hitler e all'Olocausto. Queste dichiarazioni hanno suscitato la reazione di Israele, che ora pretende le scuse di Lula.
La risposta di Israele
Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha annunciato che il presidente brasiliano Lula non potrà più entrare in Israele, è “persona non grata”, come si dice in gergo diplomatico, fino a quando non chiederà scusa per le sue dichiarazioni.
L'opinione di Lula sulla situazione a Gaza
Lula aveva denunciato il "genocidio" in corso a Gaza fin dallo scorso ottobre. E in America latina, dal venezuelano Maduro al colombiano Petro, non era stato nemmeno l’unico a farlo. Ma è dall’Etiopia, dove ha preso parte al 37.mo vertice dell’Unione Africana, che il presidente del Brasile – sempre più deciso ad accreditarsi come il leader del Sud globale – ha lanciato il suo attacco più duro al governo Netanyahu, paragonando la guerra scatenata da Israele contro il popolo palestinese all’Olocausto nazista.




