Chat di Fdi rubate, il Garante della Privacy avverte il Fatto Quotidiano
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Redazione Interno
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Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato un avvertimento formale alla Società Editoriale Il Fatto Spa, responsabile della pubblicazione del Fatto Quotidiano, in merito alla possibile violazione della normativa sulla privacy legata alla diffusione delle chat private di esponenti di Fratelli d’Italia. Le conversazioni, inizialmente pubblicate dal giornale e poi raccolte nel libro Fratelli di Chat edito da PaperFirst, hanno sollevato dubbi sulla liceità del trattamento dei dati personali, portando l’Autorità a intervenire con un richiamo ufficiale.
Secondo il Garante, l’ulteriore utilizzo delle informazioni contenute nelle chat potrebbe configurarsi come una violazione non solo della normativa sulla privacy, ma anche delle regole deontologiche del giornalismo. In particolare, sono stati messi in discussione i principi di correttezza, minimizzazione dei dati e essenzialità dell’informazione, pilastri fondamentali per garantire un equilibrio tra diritto di cronaca e tutela della riservatezza.
Le chat, che hanno fatto molto discutere, contengono scambi tra dirigenti di FdI, alcuni dei quali riferiti a ipotesi di candidature regionali, come quella del Veneto per Matteo Salvini, e alle preoccupazioni di Giorgia Meloni riguardo alla situazione politica nelle Marche. Durante il consiglio federale della Lega, Salvini ha cercato di sminuire l’impatto delle rivelazioni, pur ammettendo che alcune affermazioni contenute nelle conversazioni non gli siano parse gradevoli. “Non fa piacere leggere certe cose”, ha dichiarato il vicepremier, senza però entrare nel merito delle accuse mosse dai dirigenti meloniani.
L’intervento del Garante non è passato inosservato, soprattutto per le implicazioni che potrebbe avere sul futuro trattamento di dati sensibili da parte dei media. La questione, infatti, non riguarda solo la pubblicazione delle chat, ma anche la loro successiva diffusione in formato libro, che ha amplificato la portata delle informazioni, rendendo ancora più complesso il bilanciamento tra libertà di stampa e diritti individuali.




