Elkann: "L'Italia centrale per Stellantis", ma la Lega attacca
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Redazione Economia
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John Elkann, presidente di Stellantis, ha ribadito il ruolo centrale dell’Italia per il gruppo automobilistico durante un’audizione informale davanti alle commissioni riunite Attività produttive di Camera e Senato. “L’Italia per Fiat e Fiat per l’Italia hanno rappresentato e significano molto: lavoro, sviluppo, solidarietà, cultura e progresso sociale”, ha dichiarato, sottolineando come questa storia sia motivo di orgoglio e non un dato scontato. Tuttavia, le sue parole non hanno convinto tutti, in particolare la Lega, che ha definito le sue dichiarazioni “vergognose” e ha chiesto scuse ai lavoratori.
Secondo i critici, Stellantis avrebbe beneficiato dei contributi pubblici italiani per poi delocalizzare parte della produzione, licenziando dipendenti e investendo all’estero. La scelta di puntare sul “tutto elettrico”, inoltre, è stata accusata di contribuire alla crisi del settore automotive in Italia e in Europa. “Elkann dovrebbe restituire i miliardi incassati dal nostro Paese”, ha affermato un esponente della Lega, evidenziando il malcontento per una strategia ritenuta dannosa per l’occupazione e l’economia nazionale.
Nel corso dell’audizione, Elkann ha fornito dati e cifre sulla produzione Fiat nel 2004 e sul supporto offerto da Stellantis, evidenziando come il futuro della produzione in Italia sia legato alla crescita del mercato e alla riduzione dei costi energetici. Tuttavia, alcuni osservatori hanno sollevato dubbi sulla coerenza delle sue affermazioni, sottolineando come alcune promesse non siano state ancora concretizzate.
Claudio Trezzano, in una lettera semiseria pubblicata su un quotidiano, ha ironizzato sulla presenza di Elkann in Parlamento, notando come il presidente abbia atteso la conclusione del tavolo al Mimit prima di presentarsi. “Finalmente si è degnato di venire”, ha scritto, lasciando trasparire un certo scetticismo sulle reali intenzioni del gruppo.




