Libano, tensioni tra Unifil e Israele

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Baabda, 12 ottobre 2024 - Durante un'intervista a Baabda, a est di Beirut, il portavoce della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite in Libano (Unifil), Andrea Tenenti, ha sottolineato l'importanza di mantenere alta la bandiera dell'ONU nella regione. Questa dichiarazione arriva in risposta alla richiesta dell'esercito israeliano di ritirare i soldati della missione di mantenimento della pace cinque chilometri più a nord, all'interno del territorio libanese.

Nel frattempo, il tenente colonnello Gianfranco Paglia, parlando a Napoli prima della missione che porterà lo spettacolo teatrale 'Racconti Mannari' a Villaggio Italia, ha espresso la sua opinione riguardo all'attacco israeliano contro Unifil. Paglia ha affermato che, se ci fosse stato un comandante italiano, l'attacco non sarebbe avvenuto. Le sue parole riflettono un sentimento di frustrazione e di critica verso la gestione della situazione da parte delle autorità internazionali.

In un contesto di crescente tensione, Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha espresso il suo dolore per il modo in cui la guerra viene condotta. Di Segni ha sottolineato che, mentre a Gaza gli attacchi sono legati alla ricerca degli ostaggi, in Libano la guerra appare più mirata e circoscritta, con l'obiettivo di evitare che metà di Israele sia paralizzata.

Infine, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato da Capri che l'Italia aspetta delle scuse da parte di Israele per l'attacco alle basi Unifil. Tajani ha sottolineato che i soldati italiani sono lì per portare la pace e non possono essere considerati terroristi di Hezbollah

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