La Fenice, a Capodanno una protesta in sordina con le spille dorate

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un gesto simbolico, più che un clamoroso sciopero, segnerà la continuazione della contestazione al Teatro La Fenice di Venezia durante il tradizionale concerto di Capodanno. I dipendenti, ormai da mesi in agitazione per la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale e per chiedere le dimissioni del soprintendente Nicola Colabianchi, hanno optato per una forma di protesta definita "discreta", volta a non turbare l'evento ma a renderne visibile e palpabile il dissenso. In una conferenza stampa tenutasi in città, la Rappresentanza Sindacale Unitaria ha illustrato la propria scelta, sottolineando come l'intenzione non sia quella di creare disagio al pubblico, che anzi ha mostrato un sostegno considerevole alle loro ragioni, bensì di valorizzare proprio questo appoggio attraverso un segno di riconoscimento comune.

La chiave di violino con il cuore, un simbolo autofinanziato

Il mezzo scelto è una spilletta, interamente autofinanziata dai lavoratori stessi, che raffigura una chiave di violino con al centro un cuore, in nero su uno sfondo dorato che richiama il colore caratteristico del teatro veneziano. Quel simbolo, che di primo acchito potrebbe apparire un semplice oggetto di bigiotteria, diventa invece l'emblema di una battaglia che attraversa i palchi e le quinte, unendo idealmente artisti e pubblico. Membri dell'orchestra e del coro la indosseranno durante l'esecuzione del concerto, mentre, prima dell'inizio dello spettacolo, sarà distribuita agli spettatori in Campo San Fantin, offrendo a chiunque lo desideri la possibilità di aderire, in silenzio, alla manifestazione di protesta.

Lo scontro istituzionale e il rinvio del Consiglio

Questa iniziativa giunge in un momento di particolare stallo per le vicende interne del teatro, il cui Consiglio d'Indirizzo, atteso proprio nel giorno della conferenza stampa dei lavoratori, è stato invece rinviato a gennaio del 2026. Un posticipo che di fatto allunga i tempi per qualsiasi possibile mediazione o chiarimento istituzionale, lasciando il campo a una contrapposizione che, secondo quanto affermato dalla Rsu, sarebbe stata addirittura rinsaldata da alcune recenti decisioni della direzione. Tra queste, viene citata la sospensione di alcuni benefit per il personale, misura interpretata non come un deterrente, bensì come un elemento capace di cementare ulteriormente la coesione tra i dipendenti.

La strategia della direzione e il calendario di Venezi

Dall'altra parte, il soprintendente Nicola Colabianchi ha confermato, in una recente intervista, la strategia e le decisioni alla base della controversia. Oltre a ribadire la piena fiducia nella nomina di Beatrice Venezi, Colabianchi ha anticipato che la direttrice musicale designata potrebbe fare il suo ingresso al Teatro La Fenice con un calendario di attività ben più ravvicinato rispetto all'ottobre 2026, data formale d'inizio del suo incarico. Un annuncio che, se da un lato delinea i piani della governance, dall'altro non sembra aver attenuato le perplessità e le richieste dei lavoratori, le cui sei domande ufficiali al soprintendente attendono ancora una risposta pubblica e circostanziata.

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