Springsteen accende San Siro tra rock e impegno politico, con un attacco a Trump
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre il sole calava su un San Siro gremito, trasformando lo stadio in una cattedrale di musica e passione, Bruce Springsteen ha dimostrato ancora una volta di essere molto più di un’icona del rock. Quella che avrebbe potuto essere una semplice tappa del suo tour si è rivelata, invece, una serata carica di significati politici, dove le note si sono mescolate a un messaggio di resistenza. Con la sua chitarra e quella voce che sembra uscire direttamente dalle fabbriche del New Jersey, il Boss ha lanciato un monito chiaro contro l’autoritarismo, in un momento in cui Donald Trump è tornato alla Casa Bianca.
La serata era cominciata con qualche incertezza, dato che Steven Van Zandt, storico compagno di avventure musicali, aveva rischiato di saltare l’appuntamento per un’appendicite operata d’urgenza. Ma quando le luci si sono accese e le prime note di No Surrender hanno riempito l’aria, ogni dubbio è svanito. "Ciao San Siro, siete pronti?", ha urlato Springsteen, scatenando un boato che ha fatto tremare le tribune. E per tre ore, senza mai fermarsi, ha tenuto in pugno un pubblico di oltre 58mila persone, molte delle quali lo seguono da decenni.
Tra la folla, anche Elly Schlein, segretaria del Pd, e la compagna Paola Belloni, che hanno scelto di non pubblicare foto sui social ma di vivere l’evento senza filtri. "Bruce ha cantato, ballato, urlato per tre ore di fila", ha scritto poi Belloni in una storia su Instagram, catturando l’essenza di uno spettacolo che è stato tanto potente nella forma quanto nel contenuto.
Springsteen, che quarant’anni fa debuttava proprio a San Siro con Born in the U.S.A., ha saputo trasformare le sue canzoni in un manifesto generazionale. Senza bisogno di discorsi lunghi, tra un brano e l’altro, ha lasciato che fossero i testi a parlare: storie di operai, di ribellione, di un’America lontana dai riflettori del potere. E se il riferimento a Trump non è stato esplicito, è stato impossibile non cogliere il filo rosso che legava le sue parole alle tensioni del presente.




