Elly Schlein e Paola Belloni a San Siro per Springsteen, tra rock e politica
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre l’arena di San Siro vibrava al ritmo di No Surrender, Elly Schlein, segretaria del Pd, e la compagna Paola Belloni si sono lasciate trascinare dalla musica di Bruce Springsteen, lontane, almeno per una sera, dalle tensioni della politica. Belloni, grande ammiratrice del «Boss», ha raccontato su Instagram l’energia del concerto: «Bruce ha cantato, ballato, urlato per tre ore di fila», scrivendo anche dell’impressionante performance di Steve Van Zandt, reduce da un’operazione di appendicite. Schlein, come suo solito, ha evitato foto pubbliche, proteggendo la sfera privata.
Ma quella di Springsteen non è stata solo una serata di rock. Il tour, partito da Manchester a fine maggio, si è rivelato uno dei più politici della sua carriera. Dal palco milanese, il musicista ha lanciato un messaggio chiaro, sottotitolato in italiano per essere certo che nessuno lo fraintendesse: «Trump è un presidente inadeguato». Parole nette, che suonano come un j’accuse contro l’America attuale, «nelle mani di un governo disonesto», lontana dai valori di libertà e speranza che lui stesso ha celebrato per cinquant’anni. «Ma non dobbiamo perdere la fiducia», ha aggiunto, trasformando il concerto in un inno alla resistenza democratica.
Quello di San Siro, del resto, non è un luogo qualsiasi per Springsteen. Quarant’anni dopo il suo primo leggendario show in Italia, proprio nello stesso stadio, il legame con Milano rimane forte. Con la fedele E Street Band, nonostante i 75 anni, ha regalato quasi tre ore di musica travolgente, mescolando classici e invettive, dimostrando che il rock può ancora essere una forza di denuncia. E mentre il pubblico cantava ogni parola, Schlein e Belloni – tra i tanti volti noti, come Bradley Cooper e Gigi Hadid – hanno vissuto un’esperienza che va oltre il semplice intrattenimento.




