Incendio sul Moregallo, vigili del fuoco e canadair in azione tra Valmadrera e Mandello
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un pomeriggio di fuoco quello di oggi, martedì 4 agosto 2026, sul versante occidentale del lago di Como, dove le fiamme hanno avvolto la vegetazione del Monte Moregallo, un'imponente parete rocciosa che si affaccia sul ramo lecchese e che separa idealmente i territori di Valmadrera e Mandello del Lario.
L'incendio, divampato nelle ore centrali della giornata in una zona boschiva di difficile accesso, ha richiesto l'intervento immediato di una macchina dei soccorsi coordinata dal comando provinciale dei Vigili del fuoco di Lecco, in stretta sinergia con le squadre specializzate dell'antincendio boschivo (AIB).
Le operazioni, ancora in corso al tramonto, vedono impegnati sul campo diversi mezzi fuoristrada per il monitoraggio perimetrale e il contenimento del fronte, mentre l'aria è solcata dal rombo di un Canadair, lo stesso velivolo che nei giorni scorsi era già stato impiegato per tentare di domare il vasto rogo che sta interessando la zona di Premana, in alta Valsassina.
Un fronte ampio e complesso da domare
La conformazione del Monte Moregallo, con le sue pareti scoscese e la vegetazione secca che caratterizza questo periodo di forte siccità estiva, rende particolarmente complesso il lavoro degli operatori a terra. Le fiamme si stanno sviluppando in un'area boschiva elevata, dove i confini amministrativi tra i comuni di Valmadrera e Mandello del Lario si confondono e solo chi conosce a fondo il territorio è in grado di orientarsi con precisione, ma questo non ha impedito ai soccorsi di attivare tempestivamente un dispositivo che punta a circoscrivere il perimetro dell'incendio.
In questo contesto, l'utilizzo del mezzo aereo si è rivelato fondamentale per rallentare l'avanzata del fuoco e permettere alle squadre a terra di operare in condizioni di maggiore sicurezza, sganciando ripetutamente carichi d'acqua sui punti più caldi del fronte, mentre i fuoristrada dell'AIB percorrono le mulattiere e i sentieri sterrati per raggiungere le sacche ancora attive.
Emergenza doppia: il Moregallo e Premana sotto pressione
La giornata di oggi si inserisce in un quadro di emergenza incendi che sta mettendo a dura prova le risorse della provincia di Lecco e dei comuni montani, con gli operatori costretti a gestire un doppio fronte che si estende per decine di chilometri.
Da una parte, infatti, c'è il nuovo focolaio divampato sul Moregallo, dall'altra il rogo che da giorni sta devastando le aree sopra Premana, dove le squadre sono impegnate senza sosta da ormai diversi giorni in un'estenuante opera di contenimento e bonifica, che ha già visto in passato l'intervento dello stesso Canadair ora impegnato sul fronte del lago.
Le operazioni di spegnimento, in entrambi i casi, sono gestite in stretta collaborazione tra il comando dei Vigili del fuoco e le squadre AIB, che stanno affrontando una sfida logistica notevole, dovendo garantire la copertura di due aree distanti ma ugualmente critiche, in un territorio reso ancor più impervio dal caldo e dall'assenza di precipitazioni.
La viabilità e le misure di sicurezza
L'emergenza ha avuto ripercussioni anche sulla viabilità locale, con la chiusura temporanea della Strada provinciale 583 che costeggia il lago e che in alcuni tratti si avvicina pericolosamente alla base della montagna interessata dalle fiamme; una misura precauzionale adottata per garantire la sicurezza degli automobilisti e per agevolare le manovre dei mezzi di soccorso che transitano nella zona.
Le autorità locali raccomandano alla popolazione di evitare gli spostamenti non necessari nelle aree prossime al fronte dell'incendio e di prestare la massima attenzione alle indicazioni fornite dagli operatori presenti sul posto, mentre i vigili del fuoco continuano a monitorare costantemente l'evolversi della situazione, con l'obiettivo di evitare che le fiamme possano raggiungere le abitazioni o le strutture ricettive sparse sul territorio.
La speranza, affidata all'incessante lavoro di uomini e mezzi, è quella di poter avere presto sotto controllo un rogo che tiene con il fiato sospeso l'intera sponda lecchese del lago di Como.
Impegno massiccio sul campo
A terra, l'impiego di due mezzi fuoristrada specificamente attrezzati per l'antincendio boschivo consente un presidio capillare delle aree più impervie, in un costante viavai di uomini che si alternano per non abbassare la guardia e che comunicano in tempo reale con il centro di coordinamento per aggiornare la mappatura del fronte.
Il supporto aereo del Canadair, in particolare, si sta rivelando decisivo per aggredire le fiamme nei punti di maggiore intensità, dove l'acqua sganciata dall'alto riesce a creare una barriera che rallenta la progressione del calore e permette ai vigili del fuoco di guadagnare terreno, nonostante le difficoltà legate al forte vento che talvolta spira in quota e che rischia di alimentare ulteriormente il combustibile vegetale.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
