Influencer e preghiere in piazza San Pietro, tra sacro e profano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre i 133 cardinali, riuniti in Conclave nella Cappella Sistina, continuano a votare senza ancora aver raggiunto la maggioranza necessaria per eleggere il nuovo Pontefice, piazza San Pietro si trasforma in un palcoscenico dove sacro e profano si mescolano. Da una parte, fedeli in preghiera, con lo sguardo rivolto al comignolo da cui uscirà il fumo annunciatore; dall’altra, influencer e curiosi che, tra un selfie e l’altro, cercano di immortalare un momento storico, spesso dimenticando il rispetto dovuto al luogo.

Le telecamere di tutto il mondo riprendono ogni movimento, ogni dettaglio, persino i gabbiani che sorvolano i tetti di Roma, lontani dal loro habitat naturale. La loro presenza, sempre più massiccia in città, solleva interrogativi sulle cause di questo fenomeno, legato forse alla disponibilità di cibo o ai cambiamenti climatici. Ma oggi, l’attenzione è tutta per quel piccolo camino da cui, dopo due fumate nere – l’ultima intorno alle 11.50 – si attende il segnale bianco che scioglierà l’enigma.

Per produrre il fumo, si utilizzano composti chimici precisi: perclorato di potassio, antracena e zolfo per il nero, che indica l’assenza di un accordo; clorato di potassio, lattosio e pece greca per il bianco, che invece proclamerà al mondo l’avvenuta elezione. Un rituale antico, che si ripete immutato da secoli, mentre fuori dal Vaticano il tempo sembra scorrere in modo diverso, tra attesa, devozione e, purtroppo, anche spettacolarizzazione.

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