Triumph Bonneville T40 e T40 Black, la Bonneville entra nella fascia 400
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A Hinckley hanno deciso di toccare un monumento. Portare il nome Bonneville su una monocilindrica da 400 cc è una mossa che la stessa Triumph definisce carica di responsabilità, perché significa trasferire su una moto di cilindrata contenuta l'eredità di un modello che dal 1959 è sempre stato associato al bicilindrico parallelo.
Le nuove Bonneville T40 e T40 Black, presentate in questi giorni, chiariscono però subito l'intenzione: non si tratta di una copia in miniatura fatta al risparmio, ma di due moto con una loro identità precisa, costruite sulla piattaforma TR Series sviluppata con Bajaj e già utilizzata da Speed 400, Scrambler 400 X, Tracker 400 e Thruxton 400.
Un monocilindrico con una taratura dedicata
Il cuore delle nuove arrivate è il monocilindrico a raffreddamento liquido della serie TR, che in questa applicazione riceve una testata rivista e una mappatura specifica. La potenza dichiarata è di 32 CV a 7.000 giri, mentre la coppia massima tocca i 36 Nm a 5.000 giri. Rispetto alla Speed 400, quindi, si rinuncia a qualcosa in alto in cambio di una spinta più corposa ai regimi che si usano tutti i giorni. Il minimo è stato abbassato per restituire quel caratteristico battito da Bonneville, e l'impianto di scarico con silenziatore peashooter contribuisce a definire la voce della moto.
La trasmissione è affidata a un cambio a sei marce con frizione assistita e antisaltellamento, e l'erogazione è pensata per essere fluida e prevedibile, senza richiedere di lavorare di continuo con il cambio. Entrambe le versioni sono guidabili con patente A2 senza depotenziamento.
Elettronica da moto di cilindrata superiore
La dotazione tecnologica è probabilmente l'aspetto che sposta maggiormente l'asticella nella categoria delle classic di piccola cilindrata. Le T40 e T40 Black montano una piattaforma inerziale che gestisce ABS e controllo di trazione sensibili all'angolo di piega, soluzione finora inedita su moto di questa fascia. Ci sono cinque modalità di guida, tre predefinite e due personalizzabili, che intervengono su risposta dell'acceleratore, controllo di trazione e ABS. Non mancano il cruise control, le frecce autospegnenti, la luce di emergenza in frenata e una presa USB-C.
Il tutto è governato da un display TFT circolare da 4 pollici, che offre connettività smartphone, navigazione cartografica tramite l'app Triumph Navigation e una modalità Heritage che simula la grafica di uno strumento analogico per chi non ama gli schermi. L'impianto frenante prevede una pinza anteriore a due pistoncini con tubi in treccia, mentre le sospensioni posteriori sono a doppio ammortizzatore, soluzione che le distingue dalle altre 400 della gamma.
Due interpretazioni dello stesso stile
Il colpo d'occhio resta quello di sempre. Il serbatoio a goccia con i para ginocchia in gomma e il badge a tre barre, il faro tondo a LED con luce diurna, i parafanghi lunghi, i cerchi a raggi da 18 pollici davanti e 17 dietro con canali in alluminio, e il silenziatore peashooter compongono un profilo che a prima vista non tradisce la tradizione Bonneville. Le filettature sul serbatoio sono fatte a mano, come sulle Bonneville di cilindrata superiore, e i carter frizione e alternatore hanno la classica forma in alluminio spazzolato.
Il monocilindrico è stato ripulito il più possibile, con cavi e tubi nascosti e alette di raffreddamento lavorate sulla testa per richiamare le bicilindriche raffreddate ad aria. La T40 arriva in tre livree bicolore con specchi e maniglione cromati e scarico in acciaio spazzolato, mentre la T40 Black sceglie una veste più scura con tinte Matt Pewter Grey e Matt Phantom Black, cerchi neri lucidi, carter verniciati a polvere e collettore e terminale neri. La sella è a 79 cm da terra, altezza che scende a 77 cm con la sella ribassata proposta come accessorio.
Il peso in ordine di marcia è di 191 kg e il cavalletto centrale è di serie.
La sesta e settima moto della piattaforma 400
Con l'arrivo delle T40 e T40 Black, la famiglia costruita sulla piattaforma 400 TR Series sale a sette modelli. La sigla ricalca quella delle sorelle maggiori T100 e T120, che in origine indicava la velocità massima in miglia orarie. La piattaforma ha finora superato i 60.000 esemplari venduti in oltre 50 Paesi, un dato che spiega perché Triumph abbia deciso di estendere il nome Bonneville a questa fascia di mercato. I prezzi saranno comunicati all'inizio del 2027, con l'arrivo nelle concessionarie previsto dalla primavera. La moto sarà visibile dal vivo a EICMA 2026.
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