Hantavirus, rintracciato a Milano un turista britannico a rischio: isolamento al Sacco
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Il ministero della Salute, attraverso una nota diramata nella serata di oggi, ha confermato il ritrovamento – avvenuto nel capoluogo lombardo – di un cittadino britannico considerato un contatto diretto a rischio contagio da hantavirus. L’uomo, che era finito sotto osservazione dopo una segnalazione del governo del Regno Unito, viaggiava su un volo in partenza dall’isola di Sant’Elena e diretto a Johannesburg; su quello stesso aereo, è emerso durante le indagini epidemiologiche, sedeva la moglie della prima vittima conosciuta del focolaio legato alla crociera Mv Hondius. È proprio la donna, deceduta mentre tentava di fare ritorno in Olanda, ad aver rappresentato il principale anello di trasmissione individuato dalle autorità britanniche, che hanno subito allertato l’Italia.
La macchina dei rintracci e la risposta della Regione Lombardia
Una volta ricevuta la segnalazione, il ministero della Salute ha attivato la consueta procedura di collaborazione interistituzionale, ottenendo il supporto del Ministero dell’Interno per localizzare il turista, che nel frattempo si era spostato all’interno della città di Milano. L’operazione, condotta in tempi rapidi grazie al coordinamento tra le forze dell’ordine e le autorità sanitarie centrali, ha permesso di mettersi immediatamente in contatto con la Regione Lombardia: quest’ultima si è attivata senza indugi, disponendo il trasferimento d’urgenza del cittadino britannico presso l’ospedale Sacco, dove l’uomo è stato posto in regime di quarantena e isolamento. Nessun dettaglio aggiuntivo è stato fornito – almeno per il momento – sulle sue condizioni cliniche attuali, né sui primi esami ai quali è stato sottoposto.
I casi sospetti a Messina e un altro a Milano
Parallelamente alle operazioni condotte in Lombardia, un’altra allerta ha coinvolto la Sicilia: una turista di nazionalità argentina è stata ricoverata a Messina a causa di una polmonite che ha subito destato il sospetto di un’infezione da hantavirus. La paziente, stando a quanto comunicato sempre dal ministero della Salute e ripreso dalle agenzie di stampa, era partita da una zona dichiarata endemica lo scorso 30 aprile, arrivando in Italia con un volo Buenos Aires-Roma. Il campione biologico prelevato dalla donna è stato trasportato dai carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) fino all’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, dove si attendono i risultati delle analisi di conferma. A Milano, inoltre, le cronache riferiscono di un secondo uomo, anch’egli sottoposto a test mentre si trovava in città, senza che al momento se ne conoscano l’esito o i dettagli della sua eventuale esposizione al virus.
Cronaca nera e sviluppi giudiziari: l’inchiesta epidemiologica come perno dell’intervento
Sul fronte giudiziario, non risultano ancora formalizzate ipotesi di reato specifiche legate alla diffusione del contagio; gli sforzi investigativi si concentrano piuttosto sulla ricostruzione dei movimenti dei passeggeri del volo Sant’Elena-Johannesburg e della crociera Mv Hondius, quest’ultima considerata l’origine del focolaio. La moglie della prima vittima, va ricordato, è deceduta durante il tentativo di rimpatrio in Olanda, mentre il marito aveva già perso la vita nei giorni precedenti. Gli operatori del Sacco, da parte loro, procedono con i protocolli standard di gestione dei patogeni ad alta trasmissibilità, e la stessa struttura milanese è già stata utilizzata in passato per situazioni simili di quarantena. Il ministero, per il momento, non ha reso noti i nomi dei pazienti né dettagli più precisi sulle loro condizioni, limitandosi a confermare l’avvenuta attivazione del sistema di sorveglianza nazionale. La prudenza, in questi casi, resta la linea guida di un’operazione che unisce task force sanitarie, forze di polizia e strutture ospedaliere dedicate.




