Crisi del Mar Rosso: impatto sul commercio e l'economia italiana
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Redazione Esteri
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La crisi del Mar Rosso, con le azioni militari angloamericane contro i ribelli yemeniti Houthi, alleati di Hamas ed Hezbollah, ha un impatto significativo sugli interessi italiani. Nonostante il governo italiano, guidato da un ministro degli Esteri sovranista, Antonio Tajani, sostenga che l'appoggio agli alleati sia solo politico e non militare, le ripercussioni economiche sono tangibili.
Aumento dei prezzi e ritardi nei trasporti marittimi
La crisi ha portato a un triplicamento dei prezzi per le navi e a viaggi più lunghi di 15 giorni. Questo ha causato un balzo del World Container Index da inizio dicembre per i trasporti marittimi verso Rotterdam e Genova. Inoltre, c'è un rischio di escalation sul prezzo del petrolio. Infatti, dal Medio Oriente proviene il 21% del greggio raffinato in Italia.
Rischi per la Liguria e l'industria del trasporto merci
Con la crisi nel Mar Rosso e i rallentamenti nel canale di Panama a causa della siccità, tutte le tariffe mercantili sono in aumento. Questo avviene proprio mentre l'economia mondiale sta cercando di riprendersi dagli effetti della pandemia. I porti della Liguria rischiano di entrare in crisi a causa dell'aumento dei tempi di viaggio delle navi mercantili. Questo potrebbe portare a meno navi in entrata e in uscita dal Mediterraneo, con un conseguente aumento dei noli e dei costi delle materie prime trasportate.
Il ruolo del governo italiano
In questo contesto, il governo italiano è chiamato a fare la sua parte per mitigare gli effetti della crisi. Nonostante l'appoggio politico agli alleati, il governo Meloni non ha ancora chiesto un voto del Parlamento per un intervento militare. Tuttavia, la situazione richiede un'azione decisa per proteggere gli interessi economici italiani e garantire la stabilità del commercio marittimo.




